RICORSO AL TAR 

 

Azione  legale  a  tutela dei  Ricercatori  Universitari a 
Tempo Determinato, tipo "a"

 

Motivazioni

La legge 240/2010, articolo 24, ha istituito i Ricercatori Universitari a Tempo Determinato (RUTD) differenziandoli al comma 3 sulla base di una diversa tipologia di contratto:

a) contratti di durata triennale prorogabili per soli due anni, per una sola volta;

b) contratti triennali non rinnovabili, riservati a candidati che hanno usufruito dei contratti di cui alla lettera a).

Inoltre, il comma 5 della legge ha  stabilito che solo per i RUTD tipo b con Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), siano  previste procedure riservate  ad personam  ai fini della chiamata nel ruolo di Professore associato.

Recentemente, il Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 75 “Superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni” ha introdotto, per il triennio 2018-2020, la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato - articolo 20 - purché essi abbiano maturato nell’amministrazione di appartenenza tre anni di servizio, siano stati in servizio alla data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015 e siano stati assunti con procedura concorsuale.

Questa disposizione non esclude le università dal suo ambito di applicazione, tanto è vero che gli atenei stanno provvedendo alla stabilizzazione del personale amministrativo a tempo determinato. Nondimeno, pur nel silenzio della norma, a causa di una discutibile interpretazione che ne viene offerta in sede ministeriale, vengono tenuti fuori dalla possibilità di essere stabilizzati tutti i Ricercatori a tempo determinato, in particolare quelli di tipo a, con conseguente gravissima discriminazione in loro danno. Ciò specialmente se si considera che i loro omologhi degli enti pubblici di ricerca sono invece ricompresi a pieno titolo nel piano di stabilizzazione (legge di stabilità per il 2018). Alcuni ricercatori di tipo a hanno già adito la magistratura amministrativa al fine di ottenere il riconoscimento del loro diritto ad essere stabilizzati, denunciando l’illegittimità costituzionale della discriminazione che essi verrebbero a subire, ove l’art. 20 del d.lgs. n. 75 del 2017 fosse interpretato come non applicabile ai Ricercatori precari delle Università. Inoltre, gli stessi hanno fatto valere la violazione del diritto europeo da parte della disciplina contenuta nella legge n. 240 del 2010, che consente l’abuso e la reiterazione del contratto a tempo determinato ben oltre il termine di trentasei mesi previsto dal Legislatore come durata massima dei rapporti a tempo determinato in tutti i settori del privato e del pubblico. Al riguardo, è noto che già altre categorie di pubblici dipendenti, in particolare i docenti delle scuole, hanno ottenuto dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea il riconoscimento dell’illegittimità della normativa nazionale che precarizza ingiustificatamente il loro rapporto di lavoro, ed il Legislatore ha dovuto porre rimedio a questa violazione con un piano straordinario di stabilizzazione di tutti i precari.

Affinché le Università applichino l'articolo 20 del DLg. n. 75/2017 anche ai RUTDa e stabilizzino tutti coloro i quali hanno subito, per effetto di una successione di assegni di ricerca e di contratti da ricercatore, un’illegittima ed abusiva reiterazione del loro rapporto a tempo determinato, il CIPUR ha avviato in molti Atenei Italiani  un ricorso alla Magistratura Amministrativa (TAR).

Pertanto, invitiamo gli interessati a partecipare "ad adiuvandum" all'Azione Legale di cui sopra a seguire attentamente le informazioni che seguono.

 

ISTRUZIONI PER PARTECIPARE AL RICORSO 

 

Essendo il CIPUR un ente non a fini di lucro che rappresenta solamente i propri Soci, (un'azione per conto terzi si configurerebbe come una attività commerciale inibita al CIPUR ) è innanzitutto necessario compilare e firmare la scheda di adesione, allegata (vedi in fondo alla pagina). 

Coloro che non sono attualmente in servizio presso una università possono effettuare l’iscrizione tramite versamento con bonifico bancario unico di 108 euro (iscrizione per 1 anno) o con  bonifico continuativo di 9 euro mensili utilizzando SOLO ED ESCLUSIVAMENTE le seguenti coordinate bancarie :

IBAN:  IT54R0200803031000003991355  UNICREDIT  (nella causale la preghiamo di indicare nome cognome)

La scheda o la copia del bonifico effettuato dovranno  essere inviate immediatamente via e-mail a ricorsoc@cipur.it, oppure via fax al numero  0755008851.

Ricevuta l'iscrizione , la Segreteria Nazionale CIPUR trasmetterà la lista di una serie di adempimenti e i documenti necessari per procedere con il ricorso, ovvero i ricorrenti:

1. Provvederanno a compilare, datare, firmare e protocollare (presso l’ufficio protocollo della propria università o inviando tramite posta elettronica certificata PEC), l’istanza  che verrà fornita dalla Segreteria Nazionale.

2. Compileranno e firmeranno in originale la delega allo Studio Legale Gruner e Dinelli a rappresentarli nel procedimento legale. Allegheranno alla delega firmata una fotocopia fronte/retro di un proprio documento d’identità  in corso di validità .
 
3. Verseranno la quota per il ricorso di 350 € (trecentocinquanta euro) mediante bonifico su un apposito  conto corrente bancario intestato al CIPUR che verrà comunicato successivamente.
Questa quota copre tutte le spese per il primo grado di giudizio. Nel caso in cui per qualsiasi motivo fosse impossibile procedere legalmente a favore  del Ricorrente, il CIPUR restituirà  il 90% della quota versata per il ricorso attraverso bonifico bancario.  Il 10% trattenuto si rende necessario per coprire le spese bancarie, postali e di organizzazione sostenute dal CIPUR.
 
Effettuate tali operazioni, i Ricorrenti dovranno inviare, alla Segreteria Nazionale CIPUR, Via Girolamo Tilli n. 58 - 06127 Perugia, per raccomandata, entro i termini che verranno indicati  il  plico contente quanto sotto riportato, ovvero: 

-    Istanza al Magnifico Rettore;
-    Delega allo Studio Legale con firma originale;
-    Fotocopia del documento d’identità;
-    Foglio di notizie firmato;
-    Fotocopia della contabile bancaria del versamento della quota di 350 euro.

Per quanto il CIPUR abbia posto la massima cura nel formare gli elenchi e cercare gli indirizzi dei potenzialmente interessati a questo ricorso, errori e mancanze sono sempre possibili. Preghiamo coloro a cui è arrivato questo messaggio di effettuare un attento passaparola, grazie.

Cordiali saluti,

 Segreteria Nazionale CIPUR 

 

 Allegato (pdf) / Scheda d'iscrizione          

 

CIPUR
Segreteria Nazionale – Via Tilli, 58 06127 Perugia
Tel 075.5008750 Fax 075.5008851 e-mail cipur@tin.i
t

|Inizio Pagina|         |Home Page|