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SENATO DELLA REPUBBLICA

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª)

MARTEDÌ 13 Dicembre 2005
451ª Seduta (pomeridiana)


(3008-B) Riordino del Consiglio universitario nazionale, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati

(Seguito dell'esame e rinvio)

Riprende l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - il relatore Bevilacqua aveva svolto la relazione illustrativa ed era stato fissato ad oggi, alle ore 18, il termine per la presentazione di emendamenti. Dichiara indi aperta la discussione generale.

Il senatore TESSITORE (DS-U) esprime anzitutto sorpresa e disappunto per l'avvenuta soppressione della disposizione che stabiliva la non rieleggibilità dei componenti del CUN attualmente in carica. Si tratta di una scelta, egli prosegue, che la stessa comunità accademica giudica incongrua, come del resto confermano le dichiarazioni rese dal Presidente del CUN in merito alla sua indisponibilità a ricandidarsi. Al riguardo, nell'esprimere apprezzamento per tale presa di posizione, il senatore ne sottolinea la singolarità per il carattere personale e soggettivo, che mal si concilia con le caratteristiche di generalità ed astrattezza che dovrebbero caratterizzare la normativa di riordino.

L'emendamento accolto in prima lettura, sostenuto in modo trasversale e con il consenso del Governo, rispondeva invece a principi di razionalità e innovazione, ed era tanto più opportuno in considerazione delle modalità con cui anche i precedenti componenti del CUN si erano succeduti sin dalla sua istituzione.

In considerazione dell'avvenuta soppressione dell'articolo 1, comma 12, egli preannuncia a nome del suo Gruppo, un atteggiamento di opposizione nei confronti del provvedimento nonché l'intenzione di presentare un emendamento diretto a riproporre la non rieleggibilità dei componenti del CUN in carica, nel testo approvato in prima lettura.

Il senatore stigmatizza inoltre l'avvenuta soppressione del comma 2 dell'articolo 3, che stabiliva una composizione differenziata del collegio di disciplina a seconda del soggetto sottoposto al relativo procedimento. Al riguardo, senza entrare nel merito della modifica, ne deplora l'assenza di sistematicità ed organicità. Ancora una volta, egli critica, viene seguita una modalità di legiferare, che risponde a logiche occasionali e a pressioni di parte, non certo vantaggiosa per il sistema universitario.

Richiamando la Commissione ad un atteggiamento coerente rispetto alla capacità, già dimostrata in sede di esame dell'affare assegnato in materia universitaria, di superare posizioni di mero scontro ideologico sulle tematiche universitarie, egli esprime l'auspicio di una reintroduzione del vincolo di non rieleggibilità degli attuali componenti del CUN.

Nel dibattito ha indi la parola il senatore MODICA (DS-U), il quale ritiene che l'altro ramo del Parlamento abbia peggiorato il provvedimento in titolo, che peraltro si configurava sin dall'inizio come una leggina di cui non si avvertiva a suo avviso l'esigenza, a differenza di un riordino complessivo degli organi di governo universitari.

Soffermandosi anzitutto sulle modifiche recate all'articolo 1, egli lamenta che esse accentuino il carattere corporativo del Consiglio. In particolare, critica la specificazione secondo cui gli otto rappresentanti degli studenti in seno al CUN debbano provenire da differenti facoltà, atteso che essa potrebbe rivelarsi di difficile applicabilità, tanto più che le principali facoltà italiane sono solo dodici. Non va poi dimenticato, egli prosegue, che gli studenti sono eletti sulla base di liste politiche e non certo in rappresentanza delle singole facoltà.

Inoltre, critica l'ampliamento della composizione dell'organo con l'inserimento di un ulteriore componente designato dal Coordinamento nazionale delle Conferenze dei presidi di facoltà.

Il senatore deplora altresì la soppressione della norma che stabiliva la non rieleggibilità degli attuali componenti del CUN, ricordando che sul punto era stata invece raggiunta un'intesa in prima lettura diretta a confermare una disposizione già introdotta a seguito di un ampio dibattito nel corso della scorsa legislatura. La soluzione accolta in Senato era infatti a suo avviso saggia, inserendosi in un contesto in cui i componenti del Consiglio non erano immediatamente rieleggibili in rappresentanza della stessa categoria per la quale erano stati eletti o designati.

Giudica indi preoccupante la soppressione del comma 11, in ordine al quale si era registrata la convergenza delle forze di opposizione in prima lettura, secondo cui si sarebbe dovuto procedere al rinnovo parziale del CUN ogni biennio, onde assicurarne la continuità.

Stante tale soppressione, il senatore ritiene illogica la conferma della disposizione recata all'articolo 4, comma 2, diretta ad assicurare, in sede di prima applicazione della legge, una differenziazione della durata in carica dei componenti elettivi recati all'articolo 1, lettera a).

Quanto alle modifiche introdotte all'articolo 3, egli giudica con favore la soppressione del comma 2, che dettava una composizione differenziata del Collegio di disciplina a seconda del soggetto sottoposto al relativo procedimento. In proposito, ricorda che in prima lettura i senatori dell'opposizione avevano presentato un analogo emendamento, che venne contestato sulla base di una sua ventilata illegittimità.

Ciò premesso, egli dichiara comunque di condividere le preoccupazioni del senatore Tessitore in merito alla circostanza che tale modifica non si inserisca all'interno di una disciplina organica.

Inoltre, con la richiamata soppressione, è venuta meno la disposizione che consentiva in caso di impedimento o assenza dei membri del collegio la loro sostituzione attraverso supplenti.

Relativamente all'articolo 4, egli giudica comprensibile la modifica recata al comma 2, diretta a tener conto della possibilità che il numero dei componenti eletti in rappresentanza di aree di settori scientifico-disciplinari possa essere dispari.

Il senatore conclude esprimendo disappunto per la scelta di intervenire in modo parziale e lacunoso nell'organizzazione del sistema universitario, introducendo minori modificazioni, tutt'altro che innovative, che non risolvono le attuali contraddizioni del CUN.

In considerazione dell'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, il PRESIDENTE propone una sospensione del seguito dell'esame sino al termine della seduta dell'Aula.

Conviene la Commissione.

La seduta, sospesa alle ore 16, è ripresa alle ore 18,30.

Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

CIPUR
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