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CAMERA DEI DEPUTATI

VII Commissione - Resoconto di martedì 31 maggio 2005

 

SEDE REFERENTE

Martedì 31 maggio 2005. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Giovanni Ricevuto.

La seduta comincia alle 13.20.

Stato giuridico dei docenti universitari.
Nuovo testo C. 4735-743-772-778-980-1144-1280-1337-1363-1751-1979-2018-2087-2469-2612-2647-3022-3246-3277-3625-3626-3747-3762-3815-3899-4260-4545-4762-4901-A,C.4633 Borriello, C. 5762 Caminiti e petizioni nn. 576 e 955.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, il 26 maggio 2005.

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri di nulla osta delle Commissioni II (Giustizia), IV (Difesa) e VI (Finanze), nonché il parere favorevole della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), il parere favorevole con condizione della XII Commissione (Affari sociali) e il parere con osservazioni del Comitato per la legislazione. Non sono ancora stati trasmessi, invece, i pareri delle Commissioni I (Affari costituzionali), V (Bilancio) e XI (Lavoro), che dovrebbero esprimersi nel corso della giornata.
Alla luce di tale situazione, ritiene opportuno rinviare il seguito dell'esame alla seduta di domani, anche per permettere alle Commissioni interessate di esprimersi in modo adeguatamente approfondito. Al proposito, rileva altresì che, nella fase di recepimento dei pareri, potrebbe risultare possibile porre almeno parzialmente rimedio ai diversi problemi di coordinamento interno del testo determinati dall'andamento dell'esame fin qui condotto, con interventi correttivi la cui necessità è stata sottolineata, nella scorsa seduta, anche da esponenti dei gruppi di opposizione.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), dopo aver concordato sull'opportunità di attendere i pareri delle competenti Commissioni in sede consultiva che devono ancora esprimersi, constata con preoccupazione come sia stato elaborato dalla Commissione un testo profondamente confuso e caratterizzato da notevoli contraddizioni al suo interno, prefigurando una riforma inadeguata, che non può che nuocere alla funzionalità delle istituzioni universitarie.
Invita pertanto la maggioranza a ritirare il testo in esame o almeno a sospenderne l'esame, e ad avviare un costruttivo confronto con l'opposizione che, in virtù di un lavoro condiviso, consenta di pervenire alla individuazione delle soluzioni dei più delicati problemi degli atenei nazionali sì da garantire un reale miglioramento della loro difficile situazione.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nel sottolineare come si sia sempre personalmente impegnato per garantire alla Commissione adeguati spazi di approfondimento, ritiene che non possa essere contestata la legittimità della scelta del relatore e del Governo di non sospendere l'esame a seguito dell'approvazione di alcuni emendamenti su cui essi avevano espresso parere contrario - benché evidentemente si possa ritenere che tale scelta sia stata inopportuna. Assicura peraltro che farà ovviamente quanto in suo potere per promuovere, nella fase di recepimento dei pareri ovvero, ove ciò no risulti possibile, in quella di discussione in Assemblea, gli interventi necessari ad assicurare il coordinamento interno del testo.

Walter TOCCI (DS-U), dato atto alla presidenza di aver gestito in maniera apprezzabile e rispettosa delle prerogative dei componenti della Commissione i lavori afferenti l'esame del testo in titolo, constata come emerga in tutta evidenza una questione politica di notevole rilievo, relativa al contrasto che si profila, a suo giudizio, tra i dichiarati intenti del ministro di informare la riforma universitaria a princìpi di rigore, serietà e meritocrazia e le proposte emendative presentate dal relatore che risultano andare unicamente incontro ad interessi particolaristici e corporativi di determinate lobbies, ispirandosi altresì ad una discutibile logica assistenziale che non giova in alcun modo alla funzionalità delle istituzioni universitarie. Ritiene che tale aperta contraddizione non possa essere a lungo «nascosta» dalla maggioranza, esprimendo altresì il fermo convincimento che, ove essa non sia adeguatamente risolta, renderà ancora più complesso l'esame del testo in Assemblea, nonché il suo successivo passaggio presso il Senato, determinando anche inevitabili ripercussioni negative all'interno degli equilibri della medesima maggioranza.
Espressa piena disapprovazione in ordine alla prevista attribuzione del titolo di professore aggregato ad un ampio novero di soggetti operanti nel sistema universitario, cui viene attribuito un riconoscimento puramente formale, rileva altresì con profondo sconcerto come, in virtù della previsione di apposite procedure concorsuali «riservate», si determini il ritorno a controverse prassi invalse nel passato, che hanno privilegiato determinate categorie, anziché risultare premiali nei confronti dei soggetti realmente meritevoli.
Constatato quindi come il testo risultante dall'approvazione degli emendamenti risulti per alcuni aspetti addirittura peggiorativo rispetto al disegno di legge presentato in Commissione, rileva con profonda preoccupazione come esso sia particolarmente confuso, essendo connotate le previsioni da esso recate da molteplici profili dubbi ed incerti. Nel paventare il rischio che la riforma prefigurata nel testo in titolo possa creare nocumento alle istituzioni universitarie, aggravando il già complesso quadro normativo ad esse afferente, ritiene che i punti nodali del medesimo, che risultano tuttora irrisolti, necessitino di adeguata e tempestiva soluzione, richiamando alla maggioranza l'opportunità che si individuino percorsi atti alla realizzazione di tale obiettivo, ineludibile, a suo avviso, per garantire un reale miglioramento della critica situazione in cui versano le istituzioni universitarie nazionali.
Richiama quindi alla maggioranza la necessità che si preceda all'accantonamento dell'esame del testo in oggetto, stante l'evidente incongruenza dei suoi contenuti, e che si focalizzi l'attenzione soltanto sui punti di imprescindibile rilievo, che attendono da tempo di essere adeguatamente definiti, avviando un costruttivo ed aperto confronto con l'opposizione al fine del perseguimento di tale importante finalità. Solo procedendo in tale direzione, si potrebbero, a suo avviso, nel pieno rispetto della dialettica parlamentare, creare le condizioni per realizzare una riforma che contribuisca realmente al rilancio della funzionalità del sistema universitario italiano.

Ferdinando ADORNATO, presidente, sottolinea che le modifiche introdotte sulla base delle proposte emendative del relatore sono a suo avviso riconducibili all'intenzione di venire incontro alle esigenze rappresentate nel corso della discussione sia da una parte della maggioranza, sia dai gruppi di opposizione e dal mondo accademico. Ritiene quindi che, al di là di qualsiasi valutazione di merito sulla validità delle soluzioni individuate, si debba riconoscere che il «cambiamento di linea» denunciato dal deputato Tocci è comunque riconducibile all'intento di adeguare il testo iniziale del Governo alle istanze emerse nel corso dell'esame in Commissione.

Walter TOCCI (DS-U) ritiene che non si possa sostenere che le proposte emendative presentate dal relatore vadano incontro alle istanze formulate dal suo gruppo, che ha costantemente sottolineato l'importanza di dar luogo ad una riforma che si muova nella direzione di assicurare rigore, serietà e rilancio delle istituzioni universitarie. Constatato come non sia stato garantito soddisfacimento di tali segnalate esigenze, ribadisce le proprie preoccupazioni per il previsto ritorno a modalità concorsuali «riservate», rilevando come queste ultime abbiano grandemente contribuito al malfunzionamento passato delle istituzioni universitarie.
Per quel che concerne poi il fermo sostegno reclamato dall'opposizione al riconoscimento del prezioso ruolo svolto dai ricercatori all'interno delle università, rileva come il relatore abbia prefigurato, nella sua proposta emendativa in materia, una modalità di intervento in merito a tale delicata problematica assolutamente impropria e inadeguata a garantire adeguata soluzione.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), manifestata piena condivisione in ordine ai rilievi formulati dal deputato Tocci, rileva anch'ella come le proposte emendative presentate dal relatore non abbiano contribuito al miglioramento del testo in titolo, non avendo in alcun modo recepito le esigenze rimarcate dall'opposizione. Nel rilevare come sia fermo convincimento dell'opposizione che, ai fini del rilancio delle istituzioni universitarie, si individuino modalità di intervento atte a garantire un incremento del corpo dei docenti e dei ricercatori, assicurando contestualmente il pieno riconoscimento giuridico-economico dei circa 20 mila ricercatori che in esse operano, intende sottolineare la correttezza dell'impostazione di lavoro cui si è attenuta l'opposizione. Rileva infatti che, partendo da un'obiettiva analisi strutturale delle università, si è inteso prospettare, nelle proposte emendative presentate, soluzioni improntate a rigore e serietà, riconoscendosi la pregiudizialità del pieno rispetto di tali principi ai fini del potenziamento della competitività delle istituzioni universitarie, che devono essere messe nelle condizioni di affrontare adeguatamente le complesse sfide dell'odierna società della conoscenza.
Rileva altresì come, a seguito di un atteggiamento della maggioranza che non esita a definire «schizofrenico», si sia pervenuti alla definizione di un testo che, pur non modificando la discutibile e controversa logica cui sin dall'inizio esso si è ispirato, risulta addirittura peggiorativo e più confuso rispetto alla sua formulazione originaria, tra l'altro non individuando rigorosi e trasparenti criteri selettivi ai fini dell'accesso alla carriera universitaria e della sua progressione interna, impedendo in tal modo l'ingresso di giovani meritevoli all'interno degli atenei nazionali, anche per la mancanza di idonea copertura finanziaria.
Ritiene poi singolare che al mancato inquadramento giuridico-economico dei ricercatori, che, stando a quanto dichiarato dal relatore e dal Governo, apparrebbe ispirarsi ad una logica di rigore, si contrapponga un discutibile allargamento del riconoscimento del titolo di professore aggregato ad un'ampia platea di soggetti, così confermandosi quelle antitetiche linee politiche di rigore e di lassismo che risultano essere alla base del testo in titolo, che rappresenta, a suo giudizio, un autentico monstrum, risultando affastellate nel medesimo disposizioni evidentemente contraddittorie o comunque difficilmente compatibili.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani, mercoledì 1o giugno 2005, alle ore 9.45.

La seduta termina alle 13.45.

CIPUR
Segreteria Nazionale – Via Tilli, 58 06127 Perugia
Tel 075.5008753.50 Fax 075.5008851 e-mail cipur@tin.it

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