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CAMERA DEI DEPUTATI
VII Commissione - Resoconto di giovedì 20 ottobre 2005
SEDE REFERENTE
Giovedì 20 ottobre 2005. - Presidenza del
presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario
di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca Valentina
Aprea.
La seduta comincia alle 9.05.
Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori
universitari.
C. 4735-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo,
il 19 ottobre 2005.
Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che la Commissione,
nella seduta di ieri, ha da ultimo respinto l'emendamento Grignaffini
1.3. Considerata l'esigenza di concludere l'esame in tempo utile
per l'avvio della discussione in Assemblea sul provvedimento, previsto
per il prossimo lunedì 24 ottobre, e stanti i tempi ristretti
a disposizione della Commissione nella giornata odierna, propone
di considerare respinti i restanti emendamenti giudicati ammissibili.
La Commissione concorda.
Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte quindi che sono pervenuti
il parere con osservazioni del Comitato per la legislazione, i pareri
favorevoli delle Commissioni XI Lavoro e XII Affari sociali e il
parere favorevole con osservazione della XIV Commissione Politiche
dell'Unione europea.
Avverte altresì che la V Commissione Bilancio ha comunicato
che esprimerà il proprio parere direttamente per l'Aula,
mentre il Comitato permanente per i pareri della I Commissione Affari
costituzionali ha appena espresso parere favorevole con una condizione,
con cui si richiede la soppressione del secondo periodo dell'articolo
unico del provvedimento.
Walter TOCCI (DS-U) rileva con profonda soddisfazione
come la palese incostituzionalità del secondo periodo del
comma 1 del testo in esame, denunciata sistematicamente dall'opposizione,
sia stata rilevata anche dalla Commissione Affari costituzionali.
Nel ricordare come la disposizione testé richiamata sia stata
inserita nel testo, nel corso dell'esame al Senato, per iniziativa
del Governo, ritiene singolare che il Governo non si sia reso conto
che essa avrebbe recato un grave vulnus ai dettami dell'articolo
33 della Costituzione. Non esita a dichiararsi profondamente allarmato
per il fatto che, nell'ambito dei competenti uffici del Ministero,
non vi sia alcun esperto di diritto costituzionale, a testimonianza
della superficialità e dell'approssimazione con cui il Governo
affronta delicate e complesse tematiche, come quella in esame, che,
stante le sue notevoli implicazioni anche a livello costituzionale,
meriterebbe invece la massima attenzione.
Nel considerare essenziale che la condizione recata dal parere espresso
dalla Commissione Affari costituzionali sia recepita tramite un
apposito emendamento del relatore, che, una volta approvato, consenta
di correggere il grave profilo di incostituzionalità presente
nel testo, invita la maggioranza e il Governo a non procedere senza
porre tempestivamente rimedio a tale grave stortura.
Mario PEPE (FI), relatore, prendendo atto dei rilievi
formulati nel parere della I Commissione Affari costituzionali,
si riserva di procedere agli opportuni approfondimenti nel prosieguo
dell'esame del provvedimento in Assemblea, anche alla luce dei chiarimenti
che il Governo potrà fornire al riguardo. Ribadisce peraltro
il convincimento che la scelta più opportuna sia quella di
approvare il provvedimento senza ulteriori modifiche, atteso che
un nuovo passaggio al Senato rischierebbe di impedire la sua approvazione
definitiva.
Ferdinando ADORNATO, presidente, dopo aver ricordato
che la Commissione non è comunque obbligata, a termini di
regolamento, a recepire i pareri delle Commissioni competenti in
sede consultiva, torna a segnalare che il provvedimento risulta
iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire da lunedì
24 ottobre 2005 e che pertanto la Commissione deve comunque procedere
al conferimento del mandato al relatore nella seduta in corso.
Walter TOCCI (DS-U) esprime il fermo convincimento
che non vi siano le condizioni per procedere subito al conferimento
del mandato al relatore, stante la necessità di dar luogo
ad opportuni approfondimenti dei rilievi contenuti nel parere della
Commissione Affari costituzionali. Ritiene che non possa assolutamente
eludersi il pesante monito presente in tale pronuncia, ribadendo
con forza il proprio vibrante appello alla maggioranza e al Governo
a riflettere adeguatamente sul punto, al fine di assicurare il pieno
rispetto dei fondamentali e irrinunciabili princìpi costituzionali
che presiedono alla delicata materia in esame.
Emerenzio BARBIERI (UDC) ritiene che si debba procedere
con estrema cautela, auspicando che il relatore e il Governo forniscano
i necessari chiarimenti prima di assumere decisioni in ordine al
seguito da dare al parere espresso dalla Commissione Affari costituzionali.
Ferdinando ADORNATO, presidente, nel convenire sulla
necessità che il Governo intervenga per fornire le proprie
valutazioni, ritiene opportuno sottolineare che ciò potrà
avvenire anche nel corso della discussione in Assemblea. Ricorda
infatti che i gruppi di opposizione hanno preannunciato l'intenzione
di presentare in Aula una questione pregiudiziale di costituzionalità,
basata anche sulla disposizione in oggetto; in tale sede, pertanto,
l'Assemblea - che, lo ricorda, è comunque sovrana - potrà
assumere una decisione definitiva sulla questione. Viceversa, qualora
si decidesse di non procedere al conferimento del mandato al relatore,
vi sarebbe il concreto rischio che la Commissione contravvenga all'obbligo
regolamentare di concludere l'esame in sede referente in tempo utile
per la discussione del provvedimento in Assemblea.
Fabio GARAGNANI (FI), concordando con la valutazione
del relatore, ritiene che debba procedersi al conferimento del mandato,
rinviando alla fase dell'esame in Assemblea gli opportuni approfondimenti
sul punto.
Carlo CARLI (DS-U) sottolinea che, oltre alle alternative
indicate dal presidente, vi è la possibilità - che
sarebbe quella più corretta - di recepire il parere della
Commissione Affari costituzionali tramite un apposito emendamento
del relatore.
Ferdinando ADORNATO, presidente, ribadisce che, in
sede referente, non vi è un obbligo regolamentare di recepire
i pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva, nemmeno
di quelle il cui parere è, come si dice, «rinforzato»,
essendo rimesso alla valutazione discrezionale del relatore se presentare
emendamenti in tal senso.
Carlo CARLI (DS-U) considera comunque scorretto che
la Commissione proceda immediatamente al conferimento del mandato
al relatore, sostanzialmente ignorando i fondamentali rilievi della
Commissione Affari costituzionali.
Emerenzio BARBIERI (UDC), pur riconoscendo la correttezza
del percorso indicato dal presidente, invita a riflettere sul fatto
che, comunque, anche nella fase dell'esame del testo in Assemblea
il problema permarrà in tutta la sua delicatezza e ad essa
dovrà essere data una congrua soluzione. Preannuncia che
il suo gruppo valuterà attentamente la posizione da assumere
al proposito.
Ferdinando ADORNATO, presidente, alla luce delle
posizioni espresse dai gruppi, ritiene che la decisione più
opportuna sia quella di rinviare il seguito dell'esame ad altra
seduta, da convocarsi dopo le votazioni previste per l'elezione
del presidente, dei vicepresidenti e dei segretari della Commissione.
Auspica che nel frattempo il relatore e il Governo possano svolgere
gli approfondimenti necessari perché la Commissione possa
decidere come procedere nel modo più meditato e consapevole.
La Commissione concorda.
Ferdinando ADORNATO, presidente, rinvia pertanto
il seguito dell'esame alla seduta di oggi stesso, al termine delle
votazioni per l'elezione del presidente, dei vicepresidenti e dei
segretari e dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti
dei gruppi.
La seduta termina alle 9.15.
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