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CAMERA DEI DEPUTATI

VII Commissione - Resoconto di mercoledì 18 maggio 2005

Mercoledì 18 maggio 2005. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO, indi del vicepresidente Guglielmo ROSITANI. - Interviene il viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Giovanni Ricevuto.

La seduta comincia alle 9.

Stato giuridico dei docenti universitari.
Nuovo testo C. 4735-743-772-778-980-1144-1280-1337-1363-1751-1979-2018-2087-2469-2612-2647-3022-3246-3277-3625-3626-3747-3762-3815-3899-4260-4545-4762-4901-A, C. 4633 Borriello, C. 5762 Caminiti e petizioni nn. 576 e 955.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, il 17 maggio 2005.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che la seduta di ieri si è conclusa nel corso della discussione sull'emendamento Colasio 2.8.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Colasio 2.8, approva gli emendamenti Colasio 2.10 e 2.1 del relatore e respinge l'emendamento Bimbi 2.11.

Angela NAPOLI (AN) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 2.20, ritenendo fondamentale che nelle procedure finalizzate al conseguimento dell'idoneità scientifica nazionale sia previsto il riferimento anche alla fascia dei professori ricercatori. Invita poi il rappresentante del Governo a fornire chiarimenti in ordine alle procedure di reclutamento dei professori aggregati, di cui all'articolo 3, comma 12, considerata la mancanza di indicazioni chiare e precise sul punto.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento Angela Napoli 2.20, ritenendo i contenuti da esso recati improntati a logica e buon senso.

Mario PEPE (FI), relatore, chiarisce che il «reclutamento» dei professori aggregati avverrà attraverso un'apposita procedura di valutazione dell'attività scientifico-didattica da essi svolta, espletata dalle singole università.

Il viceministro Giovanni RICEVUTO, ad integrazione dei chiarimenti resi dal relatore, precisa che la partecipazione alle procedure selettive cui si è testé fatto riferimento non implica il riconoscimento di un'idoneità scientifica in senso stretto.

Angela NAPOLI (AN), premessa la sua ferma contrarietà all'istituzione della figura del professore aggregato, che rischia di ingenerare confusione all'interno del panorama universitario, esprime la convinzione che sarebbe opportuno, anche ai fini della coerenza e dell'organicità del testo in esame, che le disposizioni relative al reclutamento dei professori aggregati siano contenute nell'articolo 2 in esame, che concerne propriamente la materia del reclutamento.

Ferdinando ADORNATO, presidente, sottolinea che nell'articolo in esame si definiscono le modalità per l'espletamento delle ordinarie procedure di reclutamento per le due fasce dei professori ordinari e associati, in cui si articola stabilmente la docenza universitaria. I «professori aggregati» non costituiscono una terza fascia della docenza in senso proprio; si tratta piuttosto di un titolo che viene attribuito a particolari categorie di personale universitario già in servizio, per dare riconoscimento del ruolo da essi svolto in questi anni.

Angela NAPOLI (AN), nel considerare grave che non si riconosca uno stabile ruolo giuridico ed economico ai professori aggregati, ribadisce le proprie profonde perplessità in ordine alla previsione nel testo in titolo di molteplici figure contrattuali, dai contorni vaghi ed imprecisi, nonché in ordine alla mancata valorizzazione di coloro che da anni operano all'interno delle istituzioni universitarie, e che, svolgendo preziose attività di didattica e di ricerca, contribuiscono alla funzionalità delle medesime.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Angela Napoli 2.20 e Tocci 2.16, approva l'emendamento 2.2 del relatore, respinge l'emendamento Bimbi 2.12 e approva l'emendamento 2.3 del relatore.

Angela NAPOLI (AN) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 2.21, volto a sopprimere la lettera d) del testo in titolo, ritenendo irragionevole - oltre che priva della necessaria copertura finanziaria - la previsione che la prima tornata di giudizi di idoneità per la fascia dei professori associati è bandita senza limitazione numerica.

Franca BIMBI (MARGH-U) annuncia il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento Angela Napoli 2.21, associandosi alle perplessità espresse dal deputato Angela Napoli. Nel ritenere puramente demagogica la previsione della mancanza di ogni limitazione numerica per la prima tornata di giudizi di idoneità per la fascia di professori associati, si dichiara convinta che tale intervento - che si avvicina a un riconoscimento ope legis dell'idoneità - non giovi in alcun modo ai soggetti operanti nel mondo universitario, consistendo nell'attribuzione di un titolo puramente formale.
Ribadisce inoltre la propria contrarietà al testo in esame, che risulta inadeguato a valorizzare l'attività di ricerca, penalizzando coloro che ad essa si dedicano, atteso che si delinea una sorta di dipendenza dei medesimi dai professori ordinari e associati, compromettendo gravemente l'irrinunciabile principio della libertà di ricerca, che necessita invece di essere adeguatamente rispettato - come avviene nei paesi connotati dalla presenza di una comunità scientifica più evoluta, come la Francia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti - per garantire il necessario innalzamento qualitativo delle istituzioni universitarie nazionali.

Walter TOCCI (DS-U), nel considerare anch'egli puramente demagogiche le previsioni recate dalla lettera d) in esame, ritenendole di difficile realizzabilità, stante i notevoli costi che esse comportano, invita la Commissione a riflettere sull'impatto devastante che la loro eventuale attuazione avrebbe sulla vita delle università nazionali, dato che sono circa 50 mila i soggetti che potrebbero teoricamente conseguire l'idoneità. Osserva poi come tale previsione risulti apertamente in contrasto con le più volte dichiarate intenzioni del ministro di promuovere una riforma improntata a principi di rigore, selezione e meritocrazia. Nel ricordare altresì come anche i soggetti potenzialmente interessati all'acquisizione di tale idoneità, auditi negli scorsi mesi, abbiano avversato tale previsione, denunciandone la mera virtualità, preannuncia che, ove la compagine governativa intenda procedere ostinatamente su questa strada, i gruppi di opposizione continueranno la loro battaglia anche nel prosieguo dell'esame del testo in Assemblea, coinvolgendo il Paese nel delicato dibattito sul tema.
Ricorda infine come il viceministro Ricevuto, in un suo precedente intervento, avesse manifestato le perplessità del Governo rispetto alle previsioni in esame, prospettando l'opportunità di un loro radicale ripensamento: chiede pertanto che il Governo chiarisca esplicitamente il proprio orientamento sulla questione.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rileva che la decisione di chiedere il rinvio del provvedimento in Commissione è stata motivata proprio dal cambiamento di linea che, in un determinato momento dell'iter, è emerso in seno alla maggioranza e al Governo: ritiene pertanto che le considerazioni del deputato Tocci siano senz'altro fondate, ma che non possano suscitare sorpresa in questo momento, trattandosi di un fatto noto ormai da più di due mesi. Sottolinea altresì che è evidente che il «cambiamento di linea» è stato determinato dall'esigenza di trovare, anche in relazione alle richieste avanzate dai gruppi di opposizione e dal mondo accademico, un nuovo punto di compromesso e di equilibrio la cui validità e adeguatezza è evidentemente rimessa alla valutazione delle diverse forze politiche.

Lorenzo ACQUARONE (Misto-Pop-UDEUR) censura anch'egli le previsioni contemplate nella lettera d) del testo in titolo, che contrastano a suo avviso con tutto l'impianto del provvedimento, ed esprime la convinzione che, per garantire una efficace funzionalità delle istituzioni universitarie, sarebbe utile bandire concorsi per un numero di posti ben definito, che corrisponda effettivamente a quelli vacanti al momento della loro indizione o che siano destinati ad esserlo in tempi ragionevolmente ridotti. Ricorda altresì le difficoltà che si stanno incontrando per dare una risposta adeguata agli attuali «idonei» non chiamati dalle università, sottolineando che l'intervento in esame non potrà che moltiplicare a dismisura tali difficoltà.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), dopo aver rilevato che non si può ragionevolmente sostenere, a suo avviso, che la disposizione in oggetto sia stata introdotta nel testo per venire incontro alle richieste dell'opposizione e del mondo universitario, esprime ferma e netta contrarietà in ordine ai contenuti della lettera d) in esame, denunciando il carattere «virtuale» dell'idoneità da essa prevista, che rappresenta, a suo giudizio, un titolo puramente formale attribuito senza alcuna previa rigorosa procedura selettiva. Nell'osservare come tale riconoscimento risulti inadeguato a risolvere l'annosa questione dello stabile inquadramento giuridico ed economico dei «precari» universitari, censura con forza il meccanismo concorsuale delineato nel testo in esame, ritenendolo atto ad aggravare la già critica situazione imperante nelle istituzioni universitarie nazionali, che si troveranno presumibilmente a fronteggiare la delicata questione della definizione dello status di circa 50 mila soggetti in possesso dell'idoneità per professore associato, ma privi della possibilità di essere assunti dalle università.

Mario PEPE (FI), relatore, pur dichiarandosi disponibile a valutare soluzioni alternative per dare adeguata risposta alle esigenze che la lettera d) in esame si propone di soddisfare, esprime con forza la convinzione che non si possa procedere alla sua soppressione prima che tali alternative siano state effettivamente individuate. Sottolinea d'altronde le ragioni che, a suo avviso, rendono praticabile e opportuna la strada segnata da tale norma, che non prevede - come si è sostenuto - l'indiscriminata attribuzione dell'idoneità a tutti i soggetti che parteciperanno alla prima tornata di giudizi, ma vuole finalmente dare la possibilità a tanti giovani studiosi di essere effettivamente valutati, sulla base di criteri che auspica siano stringenti e rigorosi, per verificarne la capacità di diventare professori universitari. Si tratta quindi del riconoscimento di un titolo, cui non si può pretendere che faccia immediato e automatico seguito anche l'attribuzione di un «posto», secondo una logica che ritiene superata e anacronistica.
Ribadisce infine che ritiene possibile un ripensamento su questo punto, ma solo a fronte dell'individuazione di una valida soluzione alternativa: la semplice soppressione della norma, a suo avviso, equivarrebbe a «chiudere la porta in faccia» alle migliori energie del sistema universitario italiano.

Il viceministro Giovanni RICEVUTO, dopo aver confermato che il Governo nutre notevoli perplessità sull'attuale testo della lettera d) in esame e che ritiene necessario individuare una soluzione alternativa a quella dell'idoneità «a numero aperto», condividendo le preoccupazioni espresse nel corso del dibattito, modifica il parere contrario precedentemente espresso e si rimette alla Commissione sull'emendamento Angela Napoli 2.21 in esame. Dichiara quindi di ritenere possibile individuare, in collaborazione con il relatore e alla luce dell'andamento del dibattito odierno, modalità più congrue per dare un'equilibrata soluzione alla delicata questione in oggetto.

La Commissione approva l'emendamento Angela Napoli 2.21.

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che gli emendamenti Colasio 2.15 e Catanoso 2.22 risultano assorbiti a seguito dell'approvazione dell'emendamento 2.21.

Angela NAPOLI (AN) insiste per la votazione del suo emendamento 2.23, ritenendo le previsioni in esso contenute meritevoli della massima attenzione, considerato che, nel pieno riconoscimento della centralità della valutazione, sono presi in considerazione anche i casi in cui si abbia un esito negativo della stessa.

Andrea MARTELLA (DS-U) annuncia che il suo gruppo si asterrà sull'emendamento Angela Napoli 2.23, ritenendolo sostanzialmente superato a seguito dell'approvazione, nella seduta di ieri, dell'emendamento 1.7, recante la previsione di un quadro chiaro e organico in materia di valutazione del sistema universitario e dei soggetti in esso operanti.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Angela Napoli 2.23 e Grignaffini 2.17.

Franca BIMBI (MARGH-U) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 2.13, di cui è prima firmataria, ritenendo che le previsioni in esso contenute contribuiscano ad una migliore formulazione del testo in esame. Torna inoltre a ribadire il proprio disappunto in ordine alla previsione della formazione delle commissioni giudicatrici secondo modalità prevalentemente a sorteggio, ritenendola iniqua e priva di serietà e rigore; serietà e rigore che sarebbero invece assicurati prevedendo che le commissioni siano composte tramite sorteggio nell'ambito di liste nazionali di soggetti altrimenti individuati.

La Commissione respinge l'emendamento Bimbi 2.13.

Franca BIMBI (MARGH-U), raccomanda l'approvazione dell'emendamento Colasio 2.14, di cui è cofirmataria, volto a ridurre da cinque a tre anni il periodo temporale di validità dell'idoneità da parte dei candidati giudicati idonei e non chiamati a seguito di procedure già espletate. Tale intervento, richiesto con forza dagli interessati, appare necessario anche per evitare dubbi interpretativi e disparità di trattamento, che penalizzerebbero in particolar modo gli idonei non chiamati più anziani.

Mario PEPE (FI), relatore, ribadisce il parere contrario in ordine all'emendamento Colasio 2.14, ritenendo opportuno prevedere che la validità dell'idoneità sia fissata in cinque anni.

Alba SASSO (DS-U) ritiene non chiaramente definito il campo di applicazione della previsione in esame.

La Commissione respinge l'emendamento Colasio 2.14.

Angela NAPOLI (AN) insiste per la votazione del suo emendamento 2.24, ritenendo i contenuti da esso recati ispirati ad equilibrio e serietà e, come tali, adeguati a soddisfare le esigenze e le aspettative degli attuali ricercatori, introducendo un valido sistema premiale dei medesimi.

Invita la Commissione ad approvare l'emendamento in esame, che provvede anche all'individuazione delle modalità di copertura finanziaria per l'attuazione dell'intervento proposto.

Franca BIMBI (MARGH-U), pur ritenendo condivisibili gli obiettivi che l'emendamento Angela Napoli 2.24 si propone di raggiungere, non condivide lo strumento da esso individuato per conseguirli: a suo giudizio, l'emendamento privilegia solo particolari categorie di ricercatori, consentendo loro di partecipare ai giudizi di idoneità per l'inquadramento nella fascia di professore associato, e senza dare quella risposta definitiva e organica alle loro esigenze che può venire solo dall'istituzione di una vera e propria terza fascia di docenza. Esso appare quindi migliorativo rispetto al testo attuale, ma non ne modifica la logica di fondo: annuncia quindi l'astensione del suo gruppo sull'emendamento in oggetto.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), dopo aver ribadito la propria convinzione in ordine all'opportunità di istituire la terza fascia della docenza universitaria, pur esprimendo riserve in ordine ai contenuti dell'emendamento Angela Napoli 2.24, ne riconosce la serietà di impostazione. L'emendamento individua una soluzione per il problema dell'inquadramento dei ricercatori universitari che, pur non pienamente condivisibile, rappresenta, a suo giudizio, un tentativo di appianamento della delicata questione. Invita pertanto la maggioranza a tenere in considerazione i contenuti di tale proposta emendativa, che stante la dichiarata contrarietà all'istituzione della terza fascia, potrebbe costituire una apprezzabile alternativa volta ad offrire soluzione alla importante problematica testé segnalata. Annuncia infine l'astensione del suo gruppo sull'emendamento in oggetto.

Mario PEPE (FI), relatore, pur dichiarando apprezzabili le finalità perseguite dall'emendamento Angela Napoli 2.24, osserva che esso, introducendo una sorta di intervento ope legis, si può prestare a dubbi di legittimità costituzionale.

Angela NAPOLI (AN) obietta che il suo emendamento 2.24 non prevede in alcun modo il riconoscimento ope legis dell'idoneità, introducendo piuttosto un meccanismo selettivo atto a premiare coloro che abbiano svolto una seria attività di docenza e di didattica.

Il viceministro Giovanni RICEVUTO, dopo aver precisato che la Corte costituzionale ha in più occasioni sancito l'incostituzionalità di concorsi interni riservati a determinate categorie di soggetti, riconoscendo l'ammissibilità, tutt'al più, di prevedere la riserva di un determinato numero di posti in procedure concorsuali comunque valide erga omnes, assicura che la questione sollevata dall'emendamento 2.24 è ben presente al Governo e al relatore e sarà sicuramente affrontata in un'apposita proposta emendativa da presentare in Assemblea.

Angela NAPOLI (AN) ritiene inaccettabile che si continui a rinviare all'esame in Assemblea la soluzione dei punti nodali del provvedimento in esame. A suo giudizio, in tal modo l'esame in Commissione perde la sua funzione propria, e si ledono le prerogative dei suoi componenti. Nel sottolineare come le questioni in discussione siano all'attenzione del relatore e del Governo ormai da molti mesi, esprime il convincimento che il Governo avrebbe già dovuto tradurre in concrete proposte emendative i preannunciati intenti di apportare sensibili correttivi al testo, dimostrando disponibilità al dialogo e all'individuazione di adeguate soluzioni per le delicate questioni in oggetto. Censura quindi con forza il modo di procedere del Governo, che a suo avviso compromette la serietà dei lavori della Commissione.

Guglielmo ROSITANI, presidente, ritiene che debba darsi atto al Governo di aver dimostrato sensibilità e capacità di ascolto delle istanze espresse nel corso del dibattito e che debba quindi interpretarsi positivamente il fatto che sia stata preannunciata l'intenzione di presentare apposita proposta emendativa, che tenti di dare una valida soluzione alla problematica testé evidenziata.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), nel ricordare come nel corso degli scorsi giorni diversi rappresentanti della Commissione, di varia appartenenza politica, abbiano a più riprese invitato il Governo a rendere note le proprie eventuali intenzioni di presentare proposte emendative al testo in esame, sì da consentire alla Commissione di svolgere una seria istruttoria, invita il rappresentante del Governo, appellandosi al suo senso di responsabilità e alla serietà che dovrebbe connotare i lavori parlamentari, ad esplicitare in modo chiaro i propri orientamenti sulla questione in oggetto, e a rendere al più presto noti i contenuti di tutte le proposte emendative che ci si riserva di presentare in Assemblea.

Fabio GARAGNANI (FI), nel ritenere fondati i rilievi formulati dai deputati Angela Napoli e Grignaffini, invita anch'egli il rappresentante del Governo ad illustrare in Commissione le eventuali proposte emendative che intende presentare nel seguito dell'esame.

Il viceministro Giovanni RICEVUTO sottolinea che interventi come quello proposto dall'emendamento in esame possono essere ritenuti opportuni (e sono infatti stati avanzati con altri emendamenti) per una pluralità di categorie di personale universitario, parimenti degne di essere prese in considerazione. Il Governo e il relatore devono quindi tenere contestualmente conto di tutte le esigenze in campo, e per questo motivo - anche al fine di poter valutare adeguatamente le posizioni di tutti i gruppi parlamentari - si sono fino a questo momento riservati di proporre una proposta emendativa organica ed equilibrata, in grado di affrontare tutte le questioni legate alla transizione dal nuovo al vecchio sistema e alle diverse figure «precarie» e «atipiche» presenti nel mondo universitario. Ritiene quindi opportuno, nel ribadire la massima sensibilità e disponibilità per la problematica in oggetto, dare luogo a un serio approfondimento prima di procedere alla presentazione formale di un testo specifico.

Mario PEPE (FI), relatore, nel rilevare anch'egli come non solo i ricercatori, ma anche altri soggetti operanti nel panorama universitario attendano da tempo una definizione del loro status giuridico-economico, rileva la necessità di dar vita ad un serio lavoro emendativo che, prendendo in considerazione tutti i soggetti interessati, dia una soluzione organica alla questione del loro inquadramento.

Angela NAPOLI (AN) rimarca l'equilibrio e il buon senso cui si ispirano le sue proposte emendative, che non si limitano a dare soluzione al problema dell'inquadramento dei ricercatori, ma prestano anche attenzione a figure affini che operano nel mondo universitario.

Walter TOCCI (DS-U), nel ritenere pregiudiziale alla prosecuzione di una seria discussione che il Governo indichi chiaramente alla Commissione su quali punti del testo intende intervenire attraverso la presentazione di proposte emendative, rileva l'opportunità di sospendere i lavori fino a quando il Governo sia nelle condizioni di rendere definitivamente noti i propri orientamenti.

Alba SASSO (DS-U), nel rilevare come continuino a rimanere aperti e insoluti i punti nodali del testo, stigmatizza il modus operandi del Governo, che a suo avviso dimostra scarso rispetto per il mondo universitario, mostrando un sostanziale disinteresse per i soggetti che agiscono al suo interno e continuando a disattendere le più volte dichiarate intenzioni di realizzare una riforma che rilanci le istituzioni universitarie, che svolgono un ruolo centrale nella vita culturale del Paese e nella formazione delle giovani generazioni.

Guglielmo ROSITANI, presidente, ritiene anch'egli importante che il Governo e il relatore rendano note quanto prima le ulteriori modifiche che intendono proporre.

Il viceministro Giovanni RICEVUTO, nel ritenere importanti e degni della massima considerazioni le osservazioni formulate e i rilievi emersi nella seduta odierna, pur nel riconoscimento della differente visione di cui sono portatori gli esponenti della maggioranza e dell'opposizione, osserva come vi sia l'unanime intenzione di soddisfare le esigenze dei soggetti che operano nel campo universitario. Ribadisce peraltro la necessità di individuare una soluzione equilibrata e organica, che tenga conto delle esigenze di tutte le figure interessate, fissando con chiarezza quote di riserva realistiche e proporzionate, ed evitando al contempo qualsiasi possibile censura di costituzionalità. Assicura infine che nelle prossime ore saranno precisati i contorni dell'intervento che ci si propone di predisporre, fermo restando che, a suo avviso, nelle condizioni date sia opportuno che la sua formale presentazione avvenga ai fini della discussione in Assemblea.

Franca BIMBI (MARGH-U) ritiene necessario fornire maggiori chiarimenti in ordine alle modalità con cui si intende procedere all'esame del testo nei giorni prossimi, alla luce delle dichiarazioni del viceministro di presentare proposte emendative e in considerazione dell'iscrizione del provvedimento nel calendario dell'Assemblea a partire da martedì 24 maggio 2005.

Guglielmo ROSITANI, presidente, sottolinea che, allo stato, i lavori non possono che proseguire secondo l'organizzazione già concordata in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

La Commissione respinge l'emendamento Angela Napoli 2.24.

Walter TOCCI (DS-U) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Bimbi 2.9, di cui è cofirmatario, rimarcandone il peculiare rilievo, atteso che si intende introdurre una distinzione netta e precisa tra le procedure di accesso e quelle di progressione di carriera, destinando specifiche risorse finanziarie ad entrambe le modalità selettive. Ritiene che solo in tal modo possa superarsi quell'anomala situazione vigente nelle istituzioni universitarie nazionali, che hanno quasi sempre privilegiato, allorquando hanno bandito le relative procedure concorsuali, i candidati interni, stante i minori costi connessi all'inquadramento dei medesimi.

Franca BIMBI (MARGH-U) invita la Commissione ad approvare il suo emendamento 2.9, che è volto a eliminare alcune rigidità del sistema universitario, distinguendo le procedure per la progressione di carriera interna agli atenei da quelle per la chiamata di soggetti provenienti da altri atenei o da enti di ricerca, finalità cui peraltro si prevede la destinazione di specifici incentivi. Ritiene che in tal modo si pongano le condizioni per far sì che le università nazionali divengano adeguatamente competitive, rispondendo alle sfide della globalizzazione.

La Commissione respinge l'emendamento Bimbi 2.9.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), intervenendo in ordine al suo emendamento 2.19, osserva come le previsioni da esso recate intendano intervenire su uno dei punti più delicati sottesi alla riforma in esame, attinente all'istituzione della terza fascia del ruolo dei professori universitari. Invita pertanto il rappresentante del Governo, nonché gli esponenti della maggioranza ad esprimere in modo chiaro i propri orientamenti al proposito.

Mario PEPE (FI), relatore, nell'osservare come sul punto sussistano articolate e differenti posizioni anche all'interno della maggioranza, propone alla Commissione di accantonare per il momento l'emendamento Grignaffini 2.19, anche al fine di consentire un ulteriore approfondimento della questione, tramite gli opportuni contatti informali tra i gruppi.

Angela NAPOLI (AN), nel ritenere pregiudiziale alla prosecuzione di un serio dibattito che il rappresentante del Governo indichi chiaramente i propri orientamenti in materia, considera singolare che, su una questione di tale rilevanza, che costituisce il nodo politico fondamentale del provvedimento, dopo molti mesi di esame, il Governo e il relatore non siano ancora in grado di indicare una linea precisa e chiara.

Franca BIMBI (MARGH-U), sottolineata l'importanza di istituire la terza fascia della docenza universitaria, analogamente a quel che avviene nei paesi che presentano un progredito sistema universitario, rimarca l'esigenza che si fornisca una chiara e univoca risposta al problema dell'inquadramento dei ricercatori universitari. Rileva anch'ella la necessità che il Governo renda quanto prima noti i propri orientamenti in materia, presentando, se del caso, proposte emendative in Commissione, al fine di consentire alla medesima di svolgere un serio e costruttivo lavoro. Dichiara quindi di voler sottoscrivere l'emendamento 2.19.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), nel rilevare come l'intervento del relatore abbia fatto emergere in tutta la sua evidenza le divisioni ancora presenti nella maggioranza su una questione di tale delicatezza e rilevanza politica, concorda sull'opportunità di accantonare la votazione relativa al suo emendamento 2.19. Ritiene peraltro che tale decisione debba condurre a una rapida e chiara presa di posizione da parte di tutti.

Angela NAPOLI (AN) chiede che il Governo espliciti quanto prima le proprie intenzioni di apportare correttivi al testo in esame, presentando apposite proposte emendative, sì da consentire ai parlamentari un serio lavoro emendativo, considerato che il termine per la presentazione degli emendamenti in Assemblea verrà a scadenza lunedì 23 maggio 2005.

Ferdinando ADORNATO, presidente, in relazione alla richiesta da ultimo formulata dal deputato Angela Napoli, rileva che il Governo è pienamente legittimato a presentare emendamenti direttamente in Assemblea, il cui impatto sui lavori della medesima sarà evidentemente valutato, a suo tempo, dalla Presidenza della Camera. Ritiene d'altronde che l'esigenza di approfondimenti interni ai diversi partiti o schieramenti politici non possa condizionare il rispetto dei vincoli procedurali che, fino a quando rimane ferma l'iscrizione nel calendario dell'Assemblea per il prossimo 24 maggio, impongono alla Commissione di concludere l'esame degli emendamenti entro la giornata odierna. In considerazione dell'imminenza dell'inizio dei lavori dell'Assemblea ritiene possibile, come richiesto, sospendere con qualche minuto di anticipo la seduta in corso, ma - precisa - solo una formale richiesta di tutti o della maggioranza dei gruppi in Commissione può condurre a modificare sostanzialmente l'iter del provvedimento.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) ribadisce la richiesta di sospendere la seduta.

Il viceministro Giovanni RICEVUTO, nel ribadire il massimo rispetto del Governo per le prerogative della Commissione, riconosce il rilievo delle questioni emerse nel dibattito e condivide l'esigenza di dar vita ad opportuni approfondimenti, anche all'interno della maggioranza.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nel sottolineare con forza l'opportunità che le intenzioni del Governo siano comunicate prima di tutto nelle sedi istituzionali proprie, evitando che la Commissione ne venga a conoscenza tramite i mezzi di informazione, come purtroppo è già avvenuto anche in relazione a questo provvedimento, ribadisce peraltro - in relazione alle perplessità formulate da alcuni deputati - che, fino alla presentazione formale di eventuali proposte emendative, il testo che deve costituire l'oggetto della discussione in Commissione è quello effettivamente in esame. Ribadisce quindi l'esigenza che il Governo renda noto, in modo chiaro e tempestivo, l'eventuale emergere di nuovi orientamenti sul provvedimento.

Angela NAPOLI (AN) formula l'auspicio che il Governo fornisca le dovute risposte alla ripresa dei lavori della Commissione.

Ferdinando ADORNATO, presidente, sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle 10.45, è ripresa alle 13.55.

Emerenzio BARBIERI (UDC), nel rilevare come sia concordemente riconosciuta dalla compagine governativa la necessità di individuare soluzioni dei punti nodali del testo in esame, che attendono una compiuta rivisitazione, e nell'osservare come tale lavoro richieda congrui margini temporali di approfondimento ed elaborazione, ritiene necessario chiedere alla Presidenza della Camera di promuovere un rinvio di una settimana dell'inizio della discussione in Assemblea sul provvedimento, attualmente prevista, come è noto, per il 24 maggio.

Davide CAPARINI (LNFP), Guglielmo ROSITANI (AN) e Gabriella CARLUCCI (FI) si associano alla richiesta del deputato Emerenzio Barbieri.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) concorda sull'opportunità di chiedere di posticipare l'esame del testo in Assemblea, purché tale momento di riflessione all'interno della maggioranza sia realmente fruttuoso e consenta di dar luogo, a partire dalla prossima seduta, ad un dibattito serio e costruttivo, in cui siano apertamente e chiaramente esplicitate le intenzioni modificative preannunciate dal Governo.

Titti DE SIMONE (RC), ribadita la necessità di interrompere l'esame del testo in titolo, stante l'assoluta inadeguatezza delle previsioni da esso recate, non nasconde il proprio convincimento che la richiesta di riflessione invocata dalla maggioranza rappresenti uno stratagemma teso unicamente ad appianare contrasti all'interno della medesima, che non riguardano soltanto le questioni connesse alla riforma universitaria. Ritiene invece necessario che si presti reale ascolto alle esigenze di cui sono portatori i soggetti interessati a tale riforma, dando luogo ad un costruttivo lavoro che consenta di soddisfare le medesime.

Antonio RUSCONI (MARGH-U) concorda con la richiesta del deputato Emerenzio Barbieri, formulando anch'egli l'auspicio che il confronto all'interno della compagine governativa sulle tematiche in oggetto rappresenti l'occasione per instaurare all'interno della Commissione un costruttivo clima di autentico confronto che consenta di pervenire all'elaborazione di un testo condiviso.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nel prendere atto dell'unanime orientamento dei gruppi, avverte che chiederà alla Presidenza della Camera di assumere le opportune iniziative per verificare la possibilità di rinviare di una settimana l'avvio della nuova fase di discussione in Assemblea sul provvedimento in oggetto. Osserva che ritiene anche personalmente opportuno tale rinvio, considerata l'esigenza di assicurare la serietà e la completezza del lavoro istruttorio cui è istituzionalmente chiamata la Commissione, e formula quindi l'auspicio che lo slittamento consenta un serio e costruttivo confronto, concordando con l'esigenza, sottolineata in particolare dai deputati dell'opposizione, che la maggioranza e il Governo individuino in modo chiaro e definitivo le linee dell'intervento che intendono proporre.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Omissis...

La seduta termina alle 14.15.

CIPUR
Segreteria Nazionale – Via Tilli, 58 06127 Perugia
Tel 075.5008753.50 Fax 075.5008851 e-mail cipur@tin.it

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