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CAMERA DEI DEPUTATI
VII Commissione - Resoconto di mercoledì
18 maggio 2005
Mercoledì 18 maggio 2005. - Presidenza del
presidente Ferdinando ADORNATO, indi del vicepresidente Guglielmo
ROSITANI. - Interviene il viceministro dell'istruzione, dell'università
e della ricerca Giovanni Ricevuto.
La seduta comincia alle 9.
Stato giuridico dei docenti universitari.
Nuovo testo C. 4735-743-772-778-980-1144-1280-1337-1363-1751-1979-2018-2087-2469-2612-2647-3022-3246-3277-3625-3626-3747-3762-3815-3899-4260-4545-4762-4901-A,
C. 4633 Borriello, C. 5762 Caminiti e petizioni nn. 576 e 955.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo,
il 17 maggio 2005.
Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che la seduta
di ieri si è conclusa nel corso della discussione sull'emendamento
Colasio 2.8.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione,
con distinte votazioni, respinge l'emendamento Colasio 2.8, approva
gli emendamenti Colasio 2.10 e 2.1 del relatore e respinge l'emendamento
Bimbi 2.11.
Angela NAPOLI (AN) raccomanda l'approvazione del
suo emendamento 2.20, ritenendo fondamentale che nelle procedure
finalizzate al conseguimento dell'idoneità scientifica nazionale
sia previsto il riferimento anche alla fascia dei professori ricercatori.
Invita poi il rappresentante del Governo a fornire chiarimenti in
ordine alle procedure di reclutamento dei professori aggregati,
di cui all'articolo 3, comma 12, considerata la mancanza di indicazioni
chiare e precise sul punto.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) preannuncia il voto favorevole
del suo gruppo sull'emendamento Angela Napoli 2.20, ritenendo i
contenuti da esso recati improntati a logica e buon senso.
Mario PEPE (FI), relatore, chiarisce che il «reclutamento»
dei professori aggregati avverrà attraverso un'apposita procedura
di valutazione dell'attività scientifico-didattica da essi
svolta, espletata dalle singole università.
Il viceministro Giovanni RICEVUTO, ad integrazione
dei chiarimenti resi dal relatore, precisa che la partecipazione
alle procedure selettive cui si è testé fatto riferimento
non implica il riconoscimento di un'idoneità scientifica
in senso stretto.
Angela NAPOLI (AN), premessa la sua ferma contrarietà
all'istituzione della figura del professore aggregato, che rischia
di ingenerare confusione all'interno del panorama universitario,
esprime la convinzione che sarebbe opportuno, anche ai fini della
coerenza e dell'organicità del testo in esame, che le disposizioni
relative al reclutamento dei professori aggregati siano contenute
nell'articolo 2 in esame, che concerne propriamente la materia del
reclutamento.
Ferdinando ADORNATO, presidente, sottolinea che nell'articolo
in esame si definiscono le modalità per l'espletamento delle
ordinarie procedure di reclutamento per le due fasce dei professori
ordinari e associati, in cui si articola stabilmente la docenza
universitaria. I «professori aggregati» non costituiscono
una terza fascia della docenza in senso proprio; si tratta piuttosto
di un titolo che viene attribuito a particolari categorie di personale
universitario già in servizio, per dare riconoscimento del
ruolo da essi svolto in questi anni.
Angela NAPOLI (AN), nel considerare grave che non
si riconosca uno stabile ruolo giuridico ed economico ai professori
aggregati, ribadisce le proprie profonde perplessità in ordine
alla previsione nel testo in titolo di molteplici figure contrattuali,
dai contorni vaghi ed imprecisi, nonché in ordine alla mancata
valorizzazione di coloro che da anni operano all'interno delle istituzioni
universitarie, e che, svolgendo preziose attività di didattica
e di ricerca, contribuiscono alla funzionalità delle medesime.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge
gli emendamenti Angela Napoli 2.20 e Tocci 2.16, approva l'emendamento
2.2 del relatore, respinge l'emendamento Bimbi 2.12 e approva l'emendamento
2.3 del relatore.
Angela NAPOLI (AN) raccomanda l'approvazione del
suo emendamento 2.21, volto a sopprimere la lettera d) del testo
in titolo, ritenendo irragionevole - oltre che priva della necessaria
copertura finanziaria - la previsione che la prima tornata di giudizi
di idoneità per la fascia dei professori associati è
bandita senza limitazione numerica.
Franca BIMBI (MARGH-U) annuncia il voto favorevole
del suo gruppo sull'emendamento Angela Napoli 2.21, associandosi
alle perplessità espresse dal deputato Angela Napoli. Nel
ritenere puramente demagogica la previsione della mancanza di ogni
limitazione numerica per la prima tornata di giudizi di idoneità
per la fascia di professori associati, si dichiara convinta che
tale intervento - che si avvicina a un riconoscimento ope legis
dell'idoneità - non giovi in alcun modo ai soggetti operanti
nel mondo universitario, consistendo nell'attribuzione di un titolo
puramente formale.
Ribadisce inoltre la propria contrarietà al testo in esame,
che risulta inadeguato a valorizzare l'attività di ricerca,
penalizzando coloro che ad essa si dedicano, atteso che si delinea
una sorta di dipendenza dei medesimi dai professori ordinari e associati,
compromettendo gravemente l'irrinunciabile principio della libertà
di ricerca, che necessita invece di essere adeguatamente rispettato
- come avviene nei paesi connotati dalla presenza di una comunità
scientifica più evoluta, come la Francia, l'Inghilterra e
gli Stati Uniti - per garantire il necessario innalzamento qualitativo
delle istituzioni universitarie nazionali.
Walter TOCCI (DS-U), nel considerare anch'egli puramente
demagogiche le previsioni recate dalla lettera d) in esame, ritenendole
di difficile realizzabilità, stante i notevoli costi che
esse comportano, invita la Commissione a riflettere sull'impatto
devastante che la loro eventuale attuazione avrebbe sulla vita delle
università nazionali, dato che sono circa 50 mila i soggetti
che potrebbero teoricamente conseguire l'idoneità. Osserva
poi come tale previsione risulti apertamente in contrasto con le
più volte dichiarate intenzioni del ministro di promuovere
una riforma improntata a principi di rigore, selezione e meritocrazia.
Nel ricordare altresì come anche i soggetti potenzialmente
interessati all'acquisizione di tale idoneità, auditi negli
scorsi mesi, abbiano avversato tale previsione, denunciandone la
mera virtualità, preannuncia che, ove la compagine governativa
intenda procedere ostinatamente su questa strada, i gruppi di opposizione
continueranno la loro battaglia anche nel prosieguo dell'esame del
testo in Assemblea, coinvolgendo il Paese nel delicato dibattito
sul tema.
Ricorda infine come il viceministro Ricevuto, in un suo precedente
intervento, avesse manifestato le perplessità del Governo
rispetto alle previsioni in esame, prospettando l'opportunità
di un loro radicale ripensamento: chiede pertanto che il Governo
chiarisca esplicitamente il proprio orientamento sulla questione.
Ferdinando ADORNATO, presidente, rileva che la decisione
di chiedere il rinvio del provvedimento in Commissione è
stata motivata proprio dal cambiamento di linea che, in un determinato
momento dell'iter, è emerso in seno alla maggioranza e al
Governo: ritiene pertanto che le considerazioni del deputato Tocci
siano senz'altro fondate, ma che non possano suscitare sorpresa
in questo momento, trattandosi di un fatto noto ormai da più
di due mesi. Sottolinea altresì che è evidente che
il «cambiamento di linea» è stato determinato
dall'esigenza di trovare, anche in relazione alle richieste avanzate
dai gruppi di opposizione e dal mondo accademico, un nuovo punto
di compromesso e di equilibrio la cui validità e adeguatezza
è evidentemente rimessa alla valutazione delle diverse forze
politiche.
Lorenzo ACQUARONE (Misto-Pop-UDEUR) censura anch'egli
le previsioni contemplate nella lettera d) del testo in titolo,
che contrastano a suo avviso con tutto l'impianto del provvedimento,
ed esprime la convinzione che, per garantire una efficace funzionalità
delle istituzioni universitarie, sarebbe utile bandire concorsi
per un numero di posti ben definito, che corrisponda effettivamente
a quelli vacanti al momento della loro indizione o che siano destinati
ad esserlo in tempi ragionevolmente ridotti. Ricorda altresì
le difficoltà che si stanno incontrando per dare una risposta
adeguata agli attuali «idonei» non chiamati dalle università,
sottolineando che l'intervento in esame non potrà che moltiplicare
a dismisura tali difficoltà.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), dopo aver rilevato che
non si può ragionevolmente sostenere, a suo avviso, che la
disposizione in oggetto sia stata introdotta nel testo per venire
incontro alle richieste dell'opposizione e del mondo universitario,
esprime ferma e netta contrarietà in ordine ai contenuti
della lettera d) in esame, denunciando il carattere «virtuale»
dell'idoneità da essa prevista, che rappresenta, a suo giudizio,
un titolo puramente formale attribuito senza alcuna previa rigorosa
procedura selettiva. Nell'osservare come tale riconoscimento risulti
inadeguato a risolvere l'annosa questione dello stabile inquadramento
giuridico ed economico dei «precari» universitari, censura
con forza il meccanismo concorsuale delineato nel testo in esame,
ritenendolo atto ad aggravare la già critica situazione imperante
nelle istituzioni universitarie nazionali, che si troveranno presumibilmente
a fronteggiare la delicata questione della definizione dello status
di circa 50 mila soggetti in possesso dell'idoneità per professore
associato, ma privi della possibilità di essere assunti dalle
università.
Mario PEPE (FI), relatore, pur dichiarandosi disponibile
a valutare soluzioni alternative per dare adeguata risposta alle
esigenze che la lettera d) in esame si propone di soddisfare, esprime
con forza la convinzione che non si possa procedere alla sua soppressione
prima che tali alternative siano state effettivamente individuate.
Sottolinea d'altronde le ragioni che, a suo avviso, rendono praticabile
e opportuna la strada segnata da tale norma, che non prevede - come
si è sostenuto - l'indiscriminata attribuzione dell'idoneità
a tutti i soggetti che parteciperanno alla prima tornata di giudizi,
ma vuole finalmente dare la possibilità a tanti giovani studiosi
di essere effettivamente valutati, sulla base di criteri che auspica
siano stringenti e rigorosi, per verificarne la capacità
di diventare professori universitari. Si tratta quindi del riconoscimento
di un titolo, cui non si può pretendere che faccia immediato
e automatico seguito anche l'attribuzione di un «posto»,
secondo una logica che ritiene superata e anacronistica.
Ribadisce infine che ritiene possibile un ripensamento su questo
punto, ma solo a fronte dell'individuazione di una valida soluzione
alternativa: la semplice soppressione della norma, a suo avviso,
equivarrebbe a «chiudere la porta in faccia» alle migliori
energie del sistema universitario italiano.
Il viceministro Giovanni RICEVUTO, dopo aver confermato
che il Governo nutre notevoli perplessità sull'attuale testo
della lettera d) in esame e che ritiene necessario individuare una
soluzione alternativa a quella dell'idoneità «a numero
aperto», condividendo le preoccupazioni espresse nel corso
del dibattito, modifica il parere contrario precedentemente espresso
e si rimette alla Commissione sull'emendamento Angela Napoli 2.21
in esame. Dichiara quindi di ritenere possibile individuare, in
collaborazione con il relatore e alla luce dell'andamento del dibattito
odierno, modalità più congrue per dare un'equilibrata
soluzione alla delicata questione in oggetto.
La Commissione approva l'emendamento Angela Napoli
2.21.
Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che gli
emendamenti Colasio 2.15 e Catanoso 2.22 risultano assorbiti a seguito
dell'approvazione dell'emendamento 2.21.
Angela NAPOLI (AN) insiste per la votazione del suo
emendamento 2.23, ritenendo le previsioni in esso contenute meritevoli
della massima attenzione, considerato che, nel pieno riconoscimento
della centralità della valutazione, sono presi in considerazione
anche i casi in cui si abbia un esito negativo della stessa.
Andrea MARTELLA (DS-U) annuncia che il suo gruppo
si asterrà sull'emendamento Angela Napoli 2.23, ritenendolo
sostanzialmente superato a seguito dell'approvazione, nella seduta
di ieri, dell'emendamento 1.7, recante la previsione di un quadro
chiaro e organico in materia di valutazione del sistema universitario
e dei soggetti in esso operanti.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge
gli emendamenti Angela Napoli 2.23 e Grignaffini 2.17.
Franca BIMBI (MARGH-U) raccomanda l'approvazione
dell'emendamento 2.13, di cui è prima firmataria, ritenendo
che le previsioni in esso contenute contribuiscano ad una migliore
formulazione del testo in esame. Torna inoltre a ribadire il proprio
disappunto in ordine alla previsione della formazione delle commissioni
giudicatrici secondo modalità prevalentemente a sorteggio,
ritenendola iniqua e priva di serietà e rigore; serietà
e rigore che sarebbero invece assicurati prevedendo che le commissioni
siano composte tramite sorteggio nell'ambito di liste nazionali
di soggetti altrimenti individuati.
La Commissione respinge l'emendamento Bimbi 2.13.
Franca BIMBI (MARGH-U), raccomanda l'approvazione
dell'emendamento Colasio 2.14, di cui è cofirmataria, volto
a ridurre da cinque a tre anni il periodo temporale di validità
dell'idoneità da parte dei candidati giudicati idonei e non
chiamati a seguito di procedure già espletate. Tale intervento,
richiesto con forza dagli interessati, appare necessario anche per
evitare dubbi interpretativi e disparità di trattamento,
che penalizzerebbero in particolar modo gli idonei non chiamati
più anziani.
Mario PEPE (FI), relatore, ribadisce il parere contrario
in ordine all'emendamento Colasio 2.14, ritenendo opportuno prevedere
che la validità dell'idoneità sia fissata in cinque
anni.
Alba SASSO (DS-U) ritiene non chiaramente definito
il campo di applicazione della previsione in esame.
La Commissione respinge l'emendamento Colasio 2.14.
Angela NAPOLI (AN) insiste per la votazione del suo
emendamento 2.24, ritenendo i contenuti da esso recati ispirati
ad equilibrio e serietà e, come tali, adeguati a soddisfare
le esigenze e le aspettative degli attuali ricercatori, introducendo
un valido sistema premiale dei medesimi.
Invita la Commissione ad approvare l'emendamento
in esame, che provvede anche all'individuazione delle modalità
di copertura finanziaria per l'attuazione dell'intervento proposto.
Franca BIMBI (MARGH-U), pur ritenendo condivisibili
gli obiettivi che l'emendamento Angela Napoli 2.24 si propone di
raggiungere, non condivide lo strumento da esso individuato per
conseguirli: a suo giudizio, l'emendamento privilegia solo particolari
categorie di ricercatori, consentendo loro di partecipare ai giudizi
di idoneità per l'inquadramento nella fascia di professore
associato, e senza dare quella risposta definitiva e organica alle
loro esigenze che può venire solo dall'istituzione di una
vera e propria terza fascia di docenza. Esso appare quindi migliorativo
rispetto al testo attuale, ma non ne modifica la logica di fondo:
annuncia quindi l'astensione del suo gruppo sull'emendamento in
oggetto.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), dopo aver ribadito la
propria convinzione in ordine all'opportunità di istituire
la terza fascia della docenza universitaria, pur esprimendo riserve
in ordine ai contenuti dell'emendamento Angela Napoli 2.24, ne riconosce
la serietà di impostazione. L'emendamento individua una soluzione
per il problema dell'inquadramento dei ricercatori universitari
che, pur non pienamente condivisibile, rappresenta, a suo giudizio,
un tentativo di appianamento della delicata questione. Invita pertanto
la maggioranza a tenere in considerazione i contenuti di tale proposta
emendativa, che stante la dichiarata contrarietà all'istituzione
della terza fascia, potrebbe costituire una apprezzabile alternativa
volta ad offrire soluzione alla importante problematica testé
segnalata. Annuncia infine l'astensione del suo gruppo sull'emendamento
in oggetto.
Mario PEPE (FI), relatore, pur dichiarando apprezzabili
le finalità perseguite dall'emendamento Angela Napoli 2.24,
osserva che esso, introducendo una sorta di intervento ope legis,
si può prestare a dubbi di legittimità costituzionale.
Angela NAPOLI (AN) obietta che il suo emendamento
2.24 non prevede in alcun modo il riconoscimento ope legis dell'idoneità,
introducendo piuttosto un meccanismo selettivo atto a premiare coloro
che abbiano svolto una seria attività di docenza e di didattica.
Il viceministro Giovanni RICEVUTO, dopo aver precisato
che la Corte costituzionale ha in più occasioni sancito l'incostituzionalità
di concorsi interni riservati a determinate categorie di soggetti,
riconoscendo l'ammissibilità, tutt'al più, di prevedere
la riserva di un determinato numero di posti in procedure concorsuali
comunque valide erga omnes, assicura che la questione sollevata
dall'emendamento 2.24 è ben presente al Governo e al relatore
e sarà sicuramente affrontata in un'apposita proposta emendativa
da presentare in Assemblea.
Angela NAPOLI (AN) ritiene inaccettabile che si continui
a rinviare all'esame in Assemblea la soluzione dei punti nodali
del provvedimento in esame. A suo giudizio, in tal modo l'esame
in Commissione perde la sua funzione propria, e si ledono le prerogative
dei suoi componenti. Nel sottolineare come le questioni in discussione
siano all'attenzione del relatore e del Governo ormai da molti mesi,
esprime il convincimento che il Governo avrebbe già dovuto
tradurre in concrete proposte emendative i preannunciati intenti
di apportare sensibili correttivi al testo, dimostrando disponibilità
al dialogo e all'individuazione di adeguate soluzioni per le delicate
questioni in oggetto. Censura quindi con forza il modo di procedere
del Governo, che a suo avviso compromette la serietà dei
lavori della Commissione.
Guglielmo ROSITANI, presidente, ritiene che debba
darsi atto al Governo di aver dimostrato sensibilità e capacità
di ascolto delle istanze espresse nel corso del dibattito e che
debba quindi interpretarsi positivamente il fatto che sia stata
preannunciata l'intenzione di presentare apposita proposta emendativa,
che tenti di dare una valida soluzione alla problematica testé
evidenziata.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), nel ricordare come nel
corso degli scorsi giorni diversi rappresentanti della Commissione,
di varia appartenenza politica, abbiano a più riprese invitato
il Governo a rendere note le proprie eventuali intenzioni di presentare
proposte emendative al testo in esame, sì da consentire alla
Commissione di svolgere una seria istruttoria, invita il rappresentante
del Governo, appellandosi al suo senso di responsabilità
e alla serietà che dovrebbe connotare i lavori parlamentari,
ad esplicitare in modo chiaro i propri orientamenti sulla questione
in oggetto, e a rendere al più presto noti i contenuti di
tutte le proposte emendative che ci si riserva di presentare in
Assemblea.
Fabio GARAGNANI (FI), nel ritenere fondati i rilievi
formulati dai deputati Angela Napoli e Grignaffini, invita anch'egli
il rappresentante del Governo ad illustrare in Commissione le eventuali
proposte emendative che intende presentare nel seguito dell'esame.
Il viceministro Giovanni RICEVUTO sottolinea che
interventi come quello proposto dall'emendamento in esame possono
essere ritenuti opportuni (e sono infatti stati avanzati con altri
emendamenti) per una pluralità di categorie di personale
universitario, parimenti degne di essere prese in considerazione.
Il Governo e il relatore devono quindi tenere contestualmente conto
di tutte le esigenze in campo, e per questo motivo - anche al fine
di poter valutare adeguatamente le posizioni di tutti i gruppi parlamentari
- si sono fino a questo momento riservati di proporre una proposta
emendativa organica ed equilibrata, in grado di affrontare tutte
le questioni legate alla transizione dal nuovo al vecchio sistema
e alle diverse figure «precarie» e «atipiche»
presenti nel mondo universitario. Ritiene quindi opportuno, nel
ribadire la massima sensibilità e disponibilità per
la problematica in oggetto, dare luogo a un serio approfondimento
prima di procedere alla presentazione formale di un testo specifico.
Mario PEPE (FI), relatore, nel rilevare anch'egli
come non solo i ricercatori, ma anche altri soggetti operanti nel
panorama universitario attendano da tempo una definizione del loro
status giuridico-economico, rileva la necessità di dar vita
ad un serio lavoro emendativo che, prendendo in considerazione tutti
i soggetti interessati, dia una soluzione organica alla questione
del loro inquadramento.
Angela NAPOLI (AN) rimarca l'equilibrio e il buon
senso cui si ispirano le sue proposte emendative, che non si limitano
a dare soluzione al problema dell'inquadramento dei ricercatori,
ma prestano anche attenzione a figure affini che operano nel mondo
universitario.
Walter TOCCI (DS-U), nel ritenere pregiudiziale alla
prosecuzione di una seria discussione che il Governo indichi chiaramente
alla Commissione su quali punti del testo intende intervenire attraverso
la presentazione di proposte emendative, rileva l'opportunità
di sospendere i lavori fino a quando il Governo sia nelle condizioni
di rendere definitivamente noti i propri orientamenti.
Alba SASSO (DS-U), nel rilevare come continuino a
rimanere aperti e insoluti i punti nodali del testo, stigmatizza
il modus operandi del Governo, che a suo avviso dimostra scarso
rispetto per il mondo universitario, mostrando un sostanziale disinteresse
per i soggetti che agiscono al suo interno e continuando a disattendere
le più volte dichiarate intenzioni di realizzare una riforma
che rilanci le istituzioni universitarie, che svolgono un ruolo
centrale nella vita culturale del Paese e nella formazione delle
giovani generazioni.
Guglielmo ROSITANI, presidente, ritiene anch'egli
importante che il Governo e il relatore rendano note quanto prima
le ulteriori modifiche che intendono proporre.
Il viceministro Giovanni RICEVUTO, nel ritenere importanti
e degni della massima considerazioni le osservazioni formulate e
i rilievi emersi nella seduta odierna, pur nel riconoscimento della
differente visione di cui sono portatori gli esponenti della maggioranza
e dell'opposizione, osserva come vi sia l'unanime intenzione di
soddisfare le esigenze dei soggetti che operano nel campo universitario.
Ribadisce peraltro la necessità di individuare una soluzione
equilibrata e organica, che tenga conto delle esigenze di tutte
le figure interessate, fissando con chiarezza quote di riserva realistiche
e proporzionate, ed evitando al contempo qualsiasi possibile censura
di costituzionalità. Assicura infine che nelle prossime ore
saranno precisati i contorni dell'intervento che ci si propone di
predisporre, fermo restando che, a suo avviso, nelle condizioni
date sia opportuno che la sua formale presentazione avvenga ai fini
della discussione in Assemblea.
Franca BIMBI (MARGH-U) ritiene necessario fornire
maggiori chiarimenti in ordine alle modalità con cui si intende
procedere all'esame del testo nei giorni prossimi, alla luce delle
dichiarazioni del viceministro di presentare proposte emendative
e in considerazione dell'iscrizione del provvedimento nel calendario
dell'Assemblea a partire da martedì 24 maggio 2005.
Guglielmo ROSITANI, presidente, sottolinea che, allo
stato, i lavori non possono che proseguire secondo l'organizzazione
già concordata in sede di ufficio di presidenza, integrato
dai rappresentanti dei gruppi.
La Commissione respinge l'emendamento Angela Napoli
2.24.
Walter TOCCI (DS-U) raccomanda l'approvazione dell'emendamento
Bimbi 2.9, di cui è cofirmatario, rimarcandone il peculiare
rilievo, atteso che si intende introdurre una distinzione netta
e precisa tra le procedure di accesso e quelle di progressione di
carriera, destinando specifiche risorse finanziarie ad entrambe
le modalità selettive. Ritiene che solo in tal modo possa
superarsi quell'anomala situazione vigente nelle istituzioni universitarie
nazionali, che hanno quasi sempre privilegiato, allorquando hanno
bandito le relative procedure concorsuali, i candidati interni,
stante i minori costi connessi all'inquadramento dei medesimi.
Franca BIMBI (MARGH-U) invita la Commissione ad approvare
il suo emendamento 2.9, che è volto a eliminare alcune rigidità
del sistema universitario, distinguendo le procedure per la progressione
di carriera interna agli atenei da quelle per la chiamata di soggetti
provenienti da altri atenei o da enti di ricerca, finalità
cui peraltro si prevede la destinazione di specifici incentivi.
Ritiene che in tal modo si pongano le condizioni per far sì
che le università nazionali divengano adeguatamente competitive,
rispondendo alle sfide della globalizzazione.
La Commissione respinge l'emendamento Bimbi 2.9.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), intervenendo in ordine
al suo emendamento 2.19, osserva come le previsioni da esso recate
intendano intervenire su uno dei punti più delicati sottesi
alla riforma in esame, attinente all'istituzione della terza fascia
del ruolo dei professori universitari. Invita pertanto il rappresentante
del Governo, nonché gli esponenti della maggioranza ad esprimere
in modo chiaro i propri orientamenti al proposito.
Mario PEPE (FI), relatore, nell'osservare come sul
punto sussistano articolate e differenti posizioni anche all'interno
della maggioranza, propone alla Commissione di accantonare per il
momento l'emendamento Grignaffini 2.19, anche al fine di consentire
un ulteriore approfondimento della questione, tramite gli opportuni
contatti informali tra i gruppi.
Angela NAPOLI (AN), nel ritenere pregiudiziale alla
prosecuzione di un serio dibattito che il rappresentante del Governo
indichi chiaramente i propri orientamenti in materia, considera
singolare che, su una questione di tale rilevanza, che costituisce
il nodo politico fondamentale del provvedimento, dopo molti mesi
di esame, il Governo e il relatore non siano ancora in grado di
indicare una linea precisa e chiara.
Franca BIMBI (MARGH-U), sottolineata l'importanza
di istituire la terza fascia della docenza universitaria, analogamente
a quel che avviene nei paesi che presentano un progredito sistema
universitario, rimarca l'esigenza che si fornisca una chiara e univoca
risposta al problema dell'inquadramento dei ricercatori universitari.
Rileva anch'ella la necessità che il Governo renda quanto
prima noti i propri orientamenti in materia, presentando, se del
caso, proposte emendative in Commissione, al fine di consentire
alla medesima di svolgere un serio e costruttivo lavoro. Dichiara
quindi di voler sottoscrivere l'emendamento 2.19.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), nel rilevare come l'intervento
del relatore abbia fatto emergere in tutta la sua evidenza le divisioni
ancora presenti nella maggioranza su una questione di tale delicatezza
e rilevanza politica, concorda sull'opportunità di accantonare
la votazione relativa al suo emendamento 2.19. Ritiene peraltro
che tale decisione debba condurre a una rapida e chiara presa di
posizione da parte di tutti.
Angela NAPOLI (AN) chiede che il Governo espliciti
quanto prima le proprie intenzioni di apportare correttivi al testo
in esame, presentando apposite proposte emendative, sì da
consentire ai parlamentari un serio lavoro emendativo, considerato
che il termine per la presentazione degli emendamenti in Assemblea
verrà a scadenza lunedì 23 maggio 2005.
Ferdinando ADORNATO, presidente, in relazione alla
richiesta da ultimo formulata dal deputato Angela Napoli, rileva
che il Governo è pienamente legittimato a presentare emendamenti
direttamente in Assemblea, il cui impatto sui lavori della medesima
sarà evidentemente valutato, a suo tempo, dalla Presidenza
della Camera. Ritiene d'altronde che l'esigenza di approfondimenti
interni ai diversi partiti o schieramenti politici non possa condizionare
il rispetto dei vincoli procedurali che, fino a quando rimane ferma
l'iscrizione nel calendario dell'Assemblea per il prossimo 24 maggio,
impongono alla Commissione di concludere l'esame degli emendamenti
entro la giornata odierna. In considerazione dell'imminenza dell'inizio
dei lavori dell'Assemblea ritiene possibile, come richiesto, sospendere
con qualche minuto di anticipo la seduta in corso, ma - precisa
- solo una formale richiesta di tutti o della maggioranza dei gruppi
in Commissione può condurre a modificare sostanzialmente
l'iter del provvedimento.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) ribadisce la richiesta
di sospendere la seduta.
Il viceministro Giovanni RICEVUTO, nel ribadire il
massimo rispetto del Governo per le prerogative della Commissione,
riconosce il rilievo delle questioni emerse nel dibattito e condivide
l'esigenza di dar vita ad opportuni approfondimenti, anche all'interno
della maggioranza.
Ferdinando ADORNATO, presidente, nel sottolineare
con forza l'opportunità che le intenzioni del Governo siano
comunicate prima di tutto nelle sedi istituzionali proprie, evitando
che la Commissione ne venga a conoscenza tramite i mezzi di informazione,
come purtroppo è già avvenuto anche in relazione a
questo provvedimento, ribadisce peraltro - in relazione alle perplessità
formulate da alcuni deputati - che, fino alla presentazione formale
di eventuali proposte emendative, il testo che deve costituire l'oggetto
della discussione in Commissione è quello effettivamente
in esame. Ribadisce quindi l'esigenza che il Governo renda noto,
in modo chiaro e tempestivo, l'eventuale emergere di nuovi orientamenti
sul provvedimento.
Angela NAPOLI (AN) formula l'auspicio che il Governo
fornisca le dovute risposte alla ripresa dei lavori della Commissione.
Ferdinando ADORNATO, presidente, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle 10.45, è ripresa alle
13.55.
Emerenzio BARBIERI (UDC), nel rilevare come sia concordemente
riconosciuta dalla compagine governativa la necessità di
individuare soluzioni dei punti nodali del testo in esame, che attendono
una compiuta rivisitazione, e nell'osservare come tale lavoro richieda
congrui margini temporali di approfondimento ed elaborazione, ritiene
necessario chiedere alla Presidenza della Camera di promuovere un
rinvio di una settimana dell'inizio della discussione in Assemblea
sul provvedimento, attualmente prevista, come è noto, per
il 24 maggio.
Davide CAPARINI (LNFP), Guglielmo ROSITANI (AN) e
Gabriella CARLUCCI (FI) si associano alla richiesta del deputato
Emerenzio Barbieri.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) concorda sull'opportunità
di chiedere di posticipare l'esame del testo in Assemblea, purché
tale momento di riflessione all'interno della maggioranza sia realmente
fruttuoso e consenta di dar luogo, a partire dalla prossima seduta,
ad un dibattito serio e costruttivo, in cui siano apertamente e
chiaramente esplicitate le intenzioni modificative preannunciate
dal Governo.
Titti DE SIMONE (RC), ribadita la necessità
di interrompere l'esame del testo in titolo, stante l'assoluta inadeguatezza
delle previsioni da esso recate, non nasconde il proprio convincimento
che la richiesta di riflessione invocata dalla maggioranza rappresenti
uno stratagemma teso unicamente ad appianare contrasti all'interno
della medesima, che non riguardano soltanto le questioni connesse
alla riforma universitaria. Ritiene invece necessario che si presti
reale ascolto alle esigenze di cui sono portatori i soggetti interessati
a tale riforma, dando luogo ad un costruttivo lavoro che consenta
di soddisfare le medesime.
Antonio RUSCONI (MARGH-U) concorda con la richiesta
del deputato Emerenzio Barbieri, formulando anch'egli l'auspicio
che il confronto all'interno della compagine governativa sulle tematiche
in oggetto rappresenti l'occasione per instaurare all'interno della
Commissione un costruttivo clima di autentico confronto che consenta
di pervenire all'elaborazione di un testo condiviso.
Ferdinando ADORNATO, presidente, nel prendere atto
dell'unanime orientamento dei gruppi, avverte che chiederà
alla Presidenza della Camera di assumere le opportune iniziative
per verificare la possibilità di rinviare di una settimana
l'avvio della nuova fase di discussione in Assemblea sul provvedimento
in oggetto. Osserva che ritiene anche personalmente opportuno tale
rinvio, considerata l'esigenza di assicurare la serietà e
la completezza del lavoro istruttorio cui è istituzionalmente
chiamata la Commissione, e formula quindi l'auspicio che lo slittamento
consenta un serio e costruttivo confronto, concordando con l'esigenza,
sottolineata in particolare dai deputati dell'opposizione, che la
maggioranza e il Governo individuino in modo chiaro e definitivo
le linee dell'intervento che intendono proporre.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi
il seguito dell'esame ad altra seduta.
Omissis...
La seduta termina alle 14.15.
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