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CAMERA DEI DEPUTATI

VII Commissione - Resoconto di martedì 11 ottobre 2005

SEDE REFERENTE
Martedì 11 ottobre 2005. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO.

La seduta comincia alle 9.15.

Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari.
C. 4735-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Mario PEPE (FI), relatore, avverte preliminarmente che si limiterà ad illustrare le modifiche introdotte al provvedimento nel corso dell'esame al Senato, riservandosi di svolgere nel seguito, anche alla luce dell'andamento del dibattito, le necessarie considerazioni politiche.
Ricorda che il testo in esame è stato licenziato dalla Camera il 15 giugno 2005, a conclusione di un iter particolarmente articolato, e giunge nuovamente all'attenzione della Commissione, per l'esame delle modifiche introdotte dal Senato, che lo ha licenziato lo scorso 29 settembre. Il testo risulta ora costituito di un articolo unico, composto da 25 commi, a seguito dell'approvazione di un maxi-emendamento interamente sostitutivo del testo, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.
Premesso che l'impianto generale del provvedimento risulta sostanzialmente inalterato rispetto al testo licenziato dalla Camera, fa presente che la principale modifica introdotta dal Senato è probabilmente rappresentata dalla previsione che fino al 30 settembre 2013 continuino a essere bandite, secondo la disciplina attualmente vigente, le ordinarie procedure di reclutamento dei ricercatori universitari (comma 7).
Sempre per quanto attiene alla questione dei ricercatori (sia quelli attualmente in servizio, sia quelli reclutati fino al 2013), avverte che è stato esplicitamente chiarito che il titolo di professore aggregato è loro attribuito per il periodo di durata dei corsi o moduli curriculari loro affidati (ultimo periodo del comma 11). Ulteriori modifiche relative alla questione dei professori aggregati riguardano in primo luogo la platea dei destinatari: il testo licenziato dal Senato conferma la possibilità di attribuire tale titolo, oltre che ai ricercatori, anche agli assistenti del ruolo ad esaurimento, ai tecnici laureati e ai professori incaricati stabilizzati; è stata invece eliminata la possibilità, contemplata dal testo approvato dalla Camera, di attribuirlo, previa positiva valutazione da parte di una apposita commissione, anche ai soggetti in possesso della qualifica di «elevata professionalità» e ai laureati dell'area tecnico-scientifica e socio-assistenziale. È stata poi reintrodotta la previsione che i tecnici laureati debbano avere svolto almeno tre anni di insegnamento. Infine, si è precisato che l'attribuzione di corsi o moduli curriculari, e conseguentemente del titolo di professore aggregato, è attribuito «con il consenso», piuttosto che «a domanda», degli interessati, e che essi conservano il rispettivo inquadramento e trattamento giuridico ed economico.
Quanto alle altre modifiche introdotte dal Senato, evidenzia che viene in primo luogo esplicitata la funzione che l'università è chiamata a svolgere, che consiste nel coniugare ricerca e didattica, garantendone la completa libertà, specificandosi altresì che la gestione delle università si ispira ai princìpi di autonomia e responsabilità nel quadro degli indirizzi fissati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca (comma 1). È stata cioè reinserita nel testo parte delle norme di principio recate dall'articolo 1 del testo licenziato dalla Commissione, articolo poi soppresso nel corso dell'esame in Assemblea a seguito dell'approvazione di apposita proposta emendativa dell'opposizione.
Segnala che il Senato ha poi soppresso, essenzialmente per ragioni di carattere finanziario, le disposizioni concernenti la valutazione del sistema universitario (articolo 2 del testo licenziato dalla Camera). Disposizioni di tenore analogo sono state peraltro introdotte nel disegno di legge finanziaria per il 2006, recentemente presentato al Senato: l'articolo 62 dell'A.S. 3613 prevede infatti l'istituzione di un nuovo organismo (il Consiglio nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca) cui sono affidati i compiti finora espletati dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU) e dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR).
Per quanto riguarda il sistema di reclutamento dei docenti universitari (articolo 3 del testo della Camera e commi 5 e 6 del testo in esame), fa presente che la principale modifica introdotta dal Senato riguarda l'incremento dal 20 al 40 per cento della quota aggiuntiva di idoneità che possono essere conferite, a regime, rispetto al fabbisogno di personale docente delle università (lettera a), numero 1)). Altrettanto importante appare la scelta di estendere anche ai giudizi di idoneità per la fascia dei professori ordinari la previsione (già contemplata per i giudizi per professore associato) che, nelle prime tornate, l'incremento delle idoneità sia pari al 100 per cento; peraltro, mentre per i professori associati ciò avverrà nelle prime quattro tornate, per gli ordinari tale deroga rispetto alla disciplina a regime è prevista solo per le prime due tornate (lettere d) ed e)).
Sempre riguardo ai giudizi per professori ordinari, con particolare riferimento alla riserva di posti a favore dei professori associati con un'anzianità di servizio non inferiore a quindici anni, si è previsto che sia riconosciuta priorità ai settori scientifico-disciplinari che non abbiano bandito concorsi negli ultimi cinque anni (lettera b)).
È inoltre stata estesa anche agli assistenti del ruolo ad esaurimento la riserva di posti già prevista a favore dei professori incaricati stabilizzati e dei ricercatori universitari nelle prime quattro tornate di giudizi di idoneità per la fascia di professori associati (lettera c)).
Osserva che il Senato ha poi soppresso le disposizioni concernenti il mantenimento, in quanto compatibili, delle norme della legge n. 210 del 1998 e la possibilità di ridefinizione dei settori scientifico-disciplinari, ed esplicitato che l'idoneità non comporta diritto all'accesso alla docenza (lettera a), numero 1)) e che gli oneri finanziari relativi alle commissioni di valutazione sono a carico delle università presso le quali si svolgono i giudizi idoneativi (lettera a), numero 3)). Inoltre, recependo i rilievi della Commissione Bilancio del Senato, è stato specificato che la copertura dei posti da parte delle università mediante chiamata degli idonei avviene nel rispetto del limite del 90 per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il finanziamento ordinario e sulla base dei programmi triennali del fabbisogno di personale docente (comma 6). Identica previsione è stata introdotta anche nel comma concernente le modalità con cui le università procedono alla copertura dei posti di professore ordinario e associato (ultimo periodo del comma 8).
Tralasciando alcune ulteriori modifiche di carattere formale o di coordinamento interno, ovvero volte ad escludere conseguenze di carattere finanziario (commi 2 e 4, primo periodo del comma 6 e commi 9, 16, 19 e 22), segnala infine le modifiche concernenti gli incarichi di insegnamento (comma 10) e i contratti a tempo determinato per lo svolgimento di attività di ricerca e didattica integrativa (comma 14). Sul primo fronte, si è precisato da una parte che gli incarichi di insegnamento possono essere gratuiti o retribuiti, e dall'altra che essi possono essere conferiti anche ai soggetti incaricati all'interno di strutture universitarie che abbiano svolto adeguata attività di ricerca debitamente documentata. Quanto ai ricercatori a tempo determinato, è stata reintrodotto la previsione che i relativi contratti possono essere rinnovati per non più di sei anni ed è stato specificato che i medesimi contratti non sono cumulabili con gli assegni di ricerca di cui all'articolo 51 della legge n. 449 del 1997. Si è inoltre previsto che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca tenga conto anche dei contratti in oggetto (oltre che del numero dei professori ordinari, associati e aggregati) ai fini dell'inserimento dei corsi di studio nell'offerta formativa delle università.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) ritiene necessario che il relatore dichiari esplicitamente quale atteggiamento la maggioranza intenda assumere rispetto alle richieste che provengono dal mondo dell'università, in relazione al provvedimento in titolo, ricordando lo stato di agitazione proclamato in questi giorni da tutte le componenti del sistema universitario proprio per protestare contro la mancanza di disponibilità al dialogo dimostrata dal Governo nel corso dell'esame al Senato. Esprime quindi il proprio rammarico per l'assenza del competente rappresentante del Governo.

Ferdinando ADORNATO, presidente, informa che il viceministro Ricevuto, poco prima dell'inizio della seduta, ha comunicato la sua impossibilità a prendervi parte per ragioni di salute.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) esprime l'auspicio che la maggioranza e il Governo tengano debitamente conto delle indicazioni e delle richieste che saranno formulate dalle rappresentanze del mondo accademico nel corso delle audizioni informali programmate dalla Commissione, che prenderanno l'avvio questa sera, preannunciando che, ove da tali audizioni emerga una posizione unitaria di tutte le componenti del sistema universitario, il suo gruppo potrebbe decidere di farla propria, anche eventualmente rinunciando alla presentazione di emendamenti al provvedimento.

Mario PEPE (FI), relatore, ritiene che lo sciopero in corso nelle università contro il provvedimento in esame sia strumentale e sostanzialmente immotivato. Denuncia inoltre la gravità del fatto che - come a lui risulta da alcuni dei diretti interessati - molti professori universitari siano stati sostanzialmente obbligati a partecipare allo sciopero, o comunque a sospendere le proprie attività didattiche, pur non condividendo le ragioni della protesta.
Ribadisce quindi la sua convinzione, espressa più volte nel corso delle precedenti fasi di esame, che il provvedimento in oggetto sia della massima importanza e urgenza per il concreto rilancio del sistema universitario italiano. Considerato quindi che le modifiche apportate dal Senato, pur incisive sotto alcuni profili, hanno sostanzialmente confermato l'impianto generale già approvato dalla Camera, ritiene che la scelta più opportuna sia quella di approvare il provvedimento senza ulteriori modifiche: un nuovo passaggio al Senato rischierebbe infatti di impedire che la sua approvazione definitiva, e soprattutto, l'emanazione dei decreti legislativi previsti per la sua attuazione, avvengano in tempo utile. Da questo punto di vista, ritiene che le posizioni che saranno espresse nel corso delle audizioni informali potranno risultare utili soprattutto per fornire indicazioni al Governo per la definizione dei decreti legislativi e degli altri provvedimenti di attuazione della riforma.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rileva, in relazione ai fatti denunciati dal relatore, che, fortunatamente, nel nostro Paese nessuno può essere obbligato a partecipare a uno sciopero che non condivide, e ritiene che quanti, all'interno del mondo universitario, hanno una posizione diversa da quella che sembra attualmente prevalente, dovrebbero fare sentire pubblicamente la propria voce ed eventualmente organizzarsi per evitare che le iniziative di protesta in corso impediscano anche a loro di svolgere la propria attività didattica.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) si associa alle considerazioni del presidente, sottolineando come in Italia tutti siano pienamente liberi di esprimere le proprie opinioni e di organizzarsi per sostenerle. Ritiene pertanto destituita di ogni fondamento la denuncia del relatore, sottolineando invece la sostanziale unitarietà di tutto il mondo accademico nella protesta contro il provvedimento in esame.

Giacomo BAIAMONTE (FI) ritiene che, purtroppo, la situazione del mondo universitario non sia così semplice e lineare come il deputato Grignaffini la vorrebbe descrivere. Dichiara infatti che a lui consta personalmente di professori universitari cui è stato chiesto, dallo stesso rettore del loro ateneo, di sospendere la propria attività didattica.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.25.

 

 

CIPUR
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