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SENATO DELLA REPUBBLICA

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª)
MERCOLEDÌ 20 LUGLIO 2005
414ª Seduta (notturna)

Documenti allegati:

Parere del Relatore e apporvato dalla Commissione sul DPEF 2006/2009

Emendamenti agli art. 5 e 6

 

Presidenza del Presidente

ASCIUTTI

Interviene il vice ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Ricevuto.

La seduta inizia alle ore 20,30.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

In considerazione del protrarsi dei lavori dell'Aula, il PRESIDENTE sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 20,35, è ripresa alle ore 21,45.

SUI CAMPIONATI MONDIALI DI NUOTO DEL 2009

Il presidente ASCIUTTI esprime un sentito ringraziamento, a nome suo e della Commissione tutta, nei confronti del senatore Barelli per l'impegno determinante profuso, nella sua qualità di Presidente della Federazione italiana nuoto, al fine di assicurare alla città di Roma l'organizzazione dei prossimi campionati mondiali del 2009.

Si associa la Commissione.

IN SEDE CONSULTIVA

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2006-2009 (Doc. LVII, n. 5)

(Parere alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni)

Riprende l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - il relatore ha svolto l'esposizione introduttiva e si è svolto il dibattito. Indi, preso atto che nessun altro chiede di intervenire, dichiara chiusa tale fase procedurale.

Replicando agli intervenuti, il relatore GABURRO (UDC) illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni (allegato al presente resoconto).

Per dichiarazione di voto favorevole sullo schema di parere a nome dei Gruppi di maggioranza, ha la parola il senatore FAVARO (FI), il quale giudica importante che il provvedimento in titolo fornisca una fotografia oggettiva della realtà, che desta comunque preoccupazione.

Nel ritenere indi indispensabile una sollecita attuazione della riforma della scuola, che peraltro ricorda essere in gran parte già completata, nonché un altrettanto sollecita approvazione del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari, fa presente che l'attenzione del Governo a tali settori - come testimonia il DPEF per gli anni 2006-2009 - è sempre viva. Ciò è del resto confermato anche dalla circostanza che i tagli operati in conseguenza delle prioritarie esigenze di bilancio hanno investito solo marginalmente detti ambiti.

Conclusivamente esprime apprezzamento per la ferma volontà di accrescere gli investimenti nelle infrastrutture materiali ed immateriali, sulla scorta degli obiettivi definiti dal Consiglio europeo di Lisbona.

Il senatore MODICA (DS-U) stigmatizza che, a fronte di problematiche ampie e preoccupanti, lo schema di parere testé illustrato sia, per alcuni versi, sostanzialmente privo di contenuti e, per altri, caratterizzato da affermazioni tutt'altro che condivisibili.

Esso non tiene in particolare conto della necessità di un maggiore impegno, da parte dell'Esecutivo, ad investire risorse in politiche che possono aiutare l'Italia ad uscire dalle difficoltà economiche nelle quali versa.

Ritiene, indi, che vi sia una sostanziale discrasia fra le premesse dello schema di parere, che non condivide, e le conseguenze, che giudica del tutto banali.

Soffermandosi anzitutto sulle premesse, egli richiama il riferimento, espresso del resto con sincerità anche nel DPEF, in ordine al peggioramento strutturale dei conti pubblici. Inoltre, il senatore contesta, nel parere si sostiene che nel Documento sono specificate una serie di indicazioni su ricerca e innovazione sia nel settore pubblico che nel settore privato, di cui invece non vi è alcuna traccia. Analogamente non vi è traccia di indicazioni in ordine alla prosecuzione della riforma universitaria, a partire dallo stato giuridico dei docenti, atteso che il Documento si limita a confermare che il Governo completerà il processo di riforma in atto. Al riguardo, coglie l'occasione per far presente che il disegno di legge sullo stato giuridico dei professori universitari registra la contrarietà del mondo universitario, come confermano del resto le audizioni svoltesi in sede di Ufficio di presidenza. Ciò premesso, detto provvedimento non può certo essere rilevante ad assicurare investimenti nella formazione e nella ricerca, di cui invece il Paese ha bisogno.

Quanto agli incentivi tesi ad incrementare il numero degli specialisti nelle discipline tecnico-scientifiche, si tratta in effetti - a suo giudizio - di una misura senz'altro condivisibile, ma che tuttavia è già stata realizzata e non dovrebbe pertanto costituire un caposaldo del DPEF per gli anni 2006-2009.

Relativamente al riferimento, recato al punto 3 delle premesse, all'intendimento di varare la riforma del secondo ciclo di istruzione, il senatore deplora che tale volontà è invece negata dai fatti, come testimonia la circostanza che al Parlamento non è stato ancora trasmesso lo schema di decreto, nonostante siano state fatte circolare numerose bozze. Tutt'al più, egli osserva, la riforma del secondo ciclo entrerà in vigore nell'anno scolastico 2005-2006, a legislatura conclusa.

Soffermandosi indi sulle osservazioni, nelle quali si sollecita il Governo ad assicurare un incremento di risorse per beni culturali, istruzione, università e ricerca, osserva che si tratta di indicazioni sostanzialmente banali, sulle quali non si può comunque esprimere un avviso contrario.

Dopo aver chiesto conseguentemente che si proceda alla votazione per parti separate dello schema di parere, il senatore preannuncia comunque il voto contrario del suo Gruppo sullo schema di parere nel suo complesso. Non può infatti non suscitare delusione un Documento che riconosce solo a parole, senza tuttavia darvi seguito, l'importanza di investimenti nel capitale umano, fondamentali per uscire dalle difficoltà economiche e finanziarie del Paese.

Conclusivamente auspica che nel parere si faccia esplicito riferimento alle difficoltà evidenziate dall'andamento dei principali parametri economici (come ad esempio il rapporto tra debito e PIL), ritenendo che sia doveroso che un organo parlamentare non chiuda gli occhi dinanzi alla realtà.

Il senatore D'ANDREA (Mar-DL-U) preannuncia, a sua volta, il voto contrario del Gruppo della Margherita sullo schema di parere favorevole con osservazioni illustrato dal relatore. Al riguardo, afferma che esso sottende la difficoltà della maggioranza a sostenere una manovra di bilancio di fine legislatura, che sarebbe invece dovuta giungere a coronamento della politica di Governo propagandata in campagna elettorale.

Confrontando i contenuti recati nell'atto in titolo con quelli del primo DPEF dell'attuale maggioranza, emergono con tutta evidenza - a suo giudizio - da un lato, le erronee previsioni sulla crescita e sul dinamismo economico del Paese e, dall'altro, l'inadeguatezza delle stesse misure sulle quali il Governo aveva puntato.

Pur riconoscendo le difficoltà del ciclo economico internazionale, egli stigmatizza infatti l'incapacità dell'Esecutivo di adottare misure adeguate, nonché l'irresponsabile sottovalutazione della realtà.

Del resto, se ci si trova dinnanzi ad una "crescita zero", ciò è - prosegue il senatore - il risultato di una serie di iniziative che hanno finito con il comprimere la residua capacità del Paese a reggere alla competizione internazionale.

In quest'ottica, egli deplora in particolare la scelta di accrescere il disavanzo, che peraltro si sarebbe potuta rivelare un sacrificio utile qualora si fossero finanziate adeguate politiche sociali ovvero si fossero realizzati investimenti in cultura, ricerca e università. Si è invece proceduto commettendo gravi errori di politica fiscale, senza comprendere che la congiuntura economica suggeriva non tanto una riduzione delle entrate, quanto politiche restrittive sul versante della spesa.

Con specifico riferimento agli ambiti di competenza della Commissione, lamenta l'assenza di un'impostazione strategica. Non vi è infatti solo un problema di scarsità di risorse finanziarie, come del resto ha recentemente ricordato il ministro Moratti dando conto dell'incremento delle risorse per l'università. Più in generale, il senatore critica l'assenza di una impostazione progettuale in grado di accompagnare il Paese nella nuova realtà della globalizzazione dei mercati.

Conclude affermando che, dalla maggioranza che aveva vinto le elezioni politiche sull'onda della novità e della fantasia imprenditoriale, si sarebbe atteso ben altri risultati, mentre i dati fotografano una situazione disastrosa, che l'opposizione aveva annunciato sperando tuttavia che fosse inferiore alle previsioni.

Il senatore CORTIANA (Verdi-Un), alla luce di quanto già affermato nel corso della discussione generale, dichiara il voto contrario dei Verdi allo schema di parere favorevole con osservazioni. In particolare, egli rileva, in esso non vi è neanche traccia di quell'onestà, seppur malinconica, che è contenuta nel Documento.

Né vi è alcun riferimento, da un lato, all'assoluta mancanza di strategicità del Documento, anche nei settori di specifica competenza della Commissione e, dall'altro, alla centralità della società della conoscenza, determinante per il conseguimento degli obiettivi di Lisbona.

Non vi è poi alcun riferimento, come pure nel Documento, alla questione dell'edilizia scolastica, che invece era stata oggetto di ampia discussione nelle passate manovre finanziarie e di prese di posizione da parte del Ministro.

Il senatore deplora invece il riferimento, recato nel Documento e ribadito nello schema di parere, al presunto rilievo delle riforme avviate nel corso della legislatura. Quanto agli interventi fiscali, a suo giudizio meramente formali, essi hanno infatti determinato una sostanziale redistribuzione del carico fiscale che ha condotto ad un incremento delle tariffe e dell'imposizione locale, nonché ad un taglio dei servizi.

Nega poi che il Governo abbia realizzato significativi investimenti nel settore della scuola.

Relativamente agli interventi infrastrutturali, il senatore afferma indi che molti di essi erano stati voluti e finanziati del Governo di Centro-sinistra.

Anche la richiamata disciplina in materia di immigrazione non sottende a suo avviso alcuna strategia.

I principali provvedimenti approvati dall'attuale Esecutivo sono stati del resto le sanatorie, gli interventi una tantum e le leggi ad personam sul versante giudiziario.

Dopo aver ribadito che si sarebbe dovuto puntare sul potenziamento delle infrastrutture digitali e su politiche di welfare dirette alla formazione e all'aggiornamento dei docenti, stigmatizza altresì la scarsa attenzione al settore dei beni culturali.

Conclude manifestando imbarazzo per le osservazioni, atteso che esse si limitano a sollecitare maggiori investimenti da parte del Governo nei settori di competenza della Commissione. Si tratta di inviti, egli conclude, sui quali peraltro non si può certo manifestare contrarietà, ma che nulla hanno a che vedere con gli obiettivi di Lisbona.

Il senatore BETTA (Aut), richiamandosi ai rilievi critici già mossi nel corso del dibattito, dichiara il voto contrario sullo schema di parere favorevole con osservazioni illustrato dal relatore Gaburro.

Dopo che la senatrice SOLIANI (Mar-DL-U) ha stigmatizzato l'assenza del Governo, il PRESIDENTE - accertata la presenza del numero legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento - pone in votazione per parti separate lo schema di parere favorevole con osservazioni illustrato dal relatore Gaburro. Il dispositivo, dalle parole: "La Commissione" fino a: "esprime per quanto di competenza parere favorevole con le seguenti osservazioni.", risulta accolto a maggioranza. Con distinte votazioni, la Commissione approva indi, all'unanimità, le osservazioni n. 1 e n. 2 e, a maggioranza, lo schema di parere nel suo complesso.

OMISSIS..

IN SEDE REFERENTE

(3497) Nuove disposizioni concernenti i professori ed i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari, approvato dalla Camera dei deputati

(604) TESSITORE ed altri. - Modifiche alla legge 3 luglio 1998, n. 210, recante norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo

(692) COMPAGNA. - Istituzione della terza fascia del ruolo dei professori universitari e altre norme in materia di ordinamento delle università

(850) EUFEMI ed altri. - Disposizioni urgenti sulla docenza universitaria

(946) ASCIUTTI ed altri. - Nuovi doveri e nuovi diritti dei professori universitari

(1091) GABURRO ed altri. - Norme in materia di concorsi per professori universitari

(1137) BUCCIERO. - Norme in materia di nomina a professore universitario associato

(1150) Tommaso SODANO ed altri. - Provvedimenti urgenti per l'istituzione della terza fascia docente

(1163) FRAU. - Modifica all' articolo 1 della legge 14 gennaio 1999, n. 4, in materia di riconoscimento ai tecnici laureati vincitori di concorso della qualifica di ricercatore universitario confermato

(1416) TESSITORE ed altri. - Norme sullo stato giuridico della docenza universitaria

(1764) CUTRUFO. - Inquadramento dei ricercatori universitari nel ruolo di professore associato di seconda fascia

(1920) VALDITARA ed altri. - Disposizioni recanti modificazioni allo stato giuridico dei professori, trasformazione del ruolo dei ricercatori universitari e istituzione del ricercatore universitario a contratto

(2827) TATO' e DANZI. - Norme in materia di idoneità a professore associato

(2856) BUCCIERO e SPECCHIA. - Norme interpretative dell' articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 e dell' articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, relativo all' ulteriore permanenza in servizio nel ruolo di professore universitario

(3127) TATO'. - Norme in materia di idoneità e inquadramento nel ruolo di professore associato

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta notturna di ieri, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - era iniziata l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 4, pubblicati in allegato al resoconto di quella seduta.

In via preliminare, il senatore CORTIANA (Verdi-Un) lamenta la perdurante assenza del parere della Commissione bilancio, che conferisce al dibattito in corso un carattere virtuale.

Il PRESIDENTE ribadisce che, a termini del Regolamento, il parere delle Commissioni consultate non è indispensabile nella fase di illustrazione degli emendamenti.

Il senatore CORTIANA (Verdi-Un) stigmatizza altresì l'assenza del rappresentante del Governo, che pure era presente nella fase iniziale della seduta.

Il PRESIDENTE rileva che il vice ministro Ricevuto ha seguito con assiduità i lavori della Commissione sui disegni di legge in titolo. Ritiene pertanto che si sia solo brevemente allontanato. Invita indi i presentatori dei restanti emendamenti all'articolo 4 ad illustrarli.

La senatrice SOLIANI (Mar-DL-U), dopo aver fatto cenno agli emendamenti 4.203 (connesso alla istituzione della terza fascia) e 4.248 (volto a coinvolgere la CRUI e il CUN nella definizione dei criteri generali per il trattamento economico dei contratti di insegnamento), si sofferma sull'emendamento 4.205, che prevede la possibilità per l'università di realizzare specifici programmi di ricerca avanzata e di didattica di eccellenza, sulla base di convenzioni con imprese o fondazioni. A tal fine, le università possono chiamare studiosi di chiara fama internazionale, con incarichi triennali rinnovabili non più di una volta. Il trattamento giuridico-economico è quello dei professori ordinari. Si tratta, a suo avviso, di opportunità significative, che aprono grandi prospettive di incontro fra pubblico e privato.

L'emendamento 4.240 stabilisce invece che le convenzioni di cui al comma 5 devono prevedere attività di ricerca di base come elemento integrante inscindibile del rapporto convenzionale, nell'ottica di assicurare alla ricerca di base quel carattere di priorità che le compete.

L'emendamento 4.206 è infine volto a sostituire il comma 6, conferendo maggiore valore alle esperienze di ricerca. Costituiscono infatti titolo preferenziale, per l'assegnazione dei contratti di ricerca ed insegnamento, le esperienze acquisite con la partecipazione a programmi di ricerca internazionale. L'emendamento prevede altresì che detti contratti sostituiscano a tutti gli effetti gli assegni di ricerca e le borse post-dottorato. Inoltre, alla scadenza del primo biennio di contratto, in caso di valutazione positiva, le università hanno l'obbligo di individuare il budget necessario a bandire un nuovo posto di terza fascia. Si tratta, conclude, di una proposta che pone nuovamente i ricercatori al centro dell'attenzione, in controtendenza rispetto all'emarginazione conseguente al disegno di legge n. 3497.

Il senatore CORTIANA (Verdi-Un) lamenta anzitutto che il disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati sia privo di un disegno di insieme in ordine alla funzione docente. Gli emendamenti da lui presentati hanno pertanto carattere prevalentemente difensivo, al fine di limitare i danni dell'attuale versione.

In tal senso, egli si dichiara a favore dell'idoneità nazionale, onde evitare logiche di natura feudale anche nella fase concorsuale locale. Si associa inoltre alla proposta di istituire i docenti di terza fascia, consentendo loro la piena partecipazione agli organi collegiali.

Altri emendamenti sono poi volti a limitare la logica della precarizzazione, attraverso una migliore definizione dei contratti a tempo determinato per i ricercatori.

Infine, si dichiara contrario al conferimento di incarichi di insegnamento al personale tecnico-amministrativo delle università, mentre sollecita la stipula di contratti con esponenti del mondo produttivo nell'ambito delle scuole di alta formazione.

Il senatore BETTA (Aut) illustra anzitutto l'emendamento 4.214, volto a determinare condizioni di maggiore stabilità fra docenti e sedi. Esso stabilisce infatti che, anche quando viene meno la convenzione pluriennale, l'università ha l'obbligo di assicurare il trattamento economico del professore.

L'emendamento 4.219 sopprime poi il comma 3, che a suo giudizio dilata inopinatamente la platea di soggetti cui sarebbe conferito il titolo di professore aggregato.

Altri emendamenti (4.223, 4.221 e 4.224) sono invece volti, nel caso in cui la Commissione non convenisse sulla soppressione del comma 3, a limitarne quanto meno i danni, conferendo maggiore incisività al parere della CRUI e del CUN.

L'emendamento 4.228 prevede invece che, per la realizzazione dei programmi di ricerca di cui al comma 4, le università possano istituire posti di professore associato oltre che straordinario. Ritiene tuttavia che detti incarichi non debbano essere conferiti a soggetti in possesso di mera qualificazione scientifica e professionale, trattandosi di norma eccessivamente generica.

Gli emendamenti 4.238 e 4.242 sono poi tesi a tutelare i diritti e i doveri dei professori universitari rispetto alla didattica e alla ricerca ed in particolare la piena libertà di insegnamento.

Un ultimo emendamento (4.262) prevede infine il parere della CRUI e del CUN sul decreto ministeriale con cui saranno definite le modalità per favorire l'ingresso in Italia dei cittadini stranieri chiamati a ricoprire incarichi di insegnamento.

Il senatore GABURRO (UDC) si sofferma in particolare sull'emendamento 4.182, con il quale intende dedicare una speciale attenzione ai giovani nel periodo post-dottorato. Egli si dichiara peraltro disponibile a ritrarlo, convergendo sul 3.35 del Presidente relatore che prefigura la condivisibile soluzione di rinviare di otto anni la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori. Ritiene tuttavia che, per una più chiara valorizzazione delle qualità intellettuali dei giovani, sarebbe preferibile non prevedere titoli preferenziali, ma porre come condizione solo il requisito del dottorato di ricerca.

Si sofferma infine sulle borse di studio degli enti pubblici di ricerca, che spesso rappresentano un surrogato di quelle universitarie, senza differirne per qualità.

Il senatore D'ANDREA (Mar-DL-U) sollecita anzitutto la soppressione del comma 1, che giudica ambiguo (emendamento 4.211). In subordine, raccomanda quanto meno la soppressione del secondo periodo (emendamento 4.25). Entrambi gli emendamenti fanno peraltro sistema con il 4.274 (di iniziativa dei senatori Modica ed altri), che reca una disciplina assai preferibile.

L'emendamento 4.216 suggerisce invece, in nome di una piena autonomia universitaria, la soppressione del secondo periodo del comma 2, che prevede un nulla osta del Ministro per la chiamata diretta di studiosi stranieri.

Dopo aver brevemente accennato agli emendamenti 4.220, 4.226 e 4.227, egli si sofferma indi sull'emendamento 4.231, teso ad estendere agli associati e ai ricercatori il conferimento degli incarichi di cui al comma 4. Ciò, in linea con l'opzione di istituire la terza fascia della docenza per i ricercatori.

L'emendamento 4.241 salvaguarda invece l'autonomia della ricerca.

Altri emendamenti si riferiscono poi al comma 6. In particolare, gli emendamenti 4.88 e 4.243 sono interamente soppressivi; fanno tuttavia sistema con altri emendamenti tesi a modificarne singole parti, analoghi del resto a proposte emendative di altre parti politiche. E' evidente infatti che l'attuale versione del comma 6 risulta insoddisfacente.

Analogamente, l'emendamento 4.256 è interamente soppressivo del comma 11, mentre altri emendamenti ne modificano singole parti. Anche tale comma ha infatti registrato un diffuso giudizio negativo, conferendo ad una sterminata platea di soggetti il titolo di professore aggregato, cui farà inevitabilmente seguito la richiesta di un ruolo ed un trattamento economico preciso.

Si tratta, prosegue, di un punto particolarmente delicato, su cui si avverte con maggiore gravità l'assenza del parere della Commissione bilancio. Dalla Nota di lettura predisposta dal Servizio del bilancio del Senato si evince del resto che solo gli articoli 5 e 6 non pongono problemi di carattere finanziario. Su tutti gli altri articoli la Nota di lettura contiene invece osservazioni e rilievi assai fondati e pertinenti sicchè, al di là delle prescrizioni testuali del Regolamento, si impone con tutta evidenza l'esigenza della relazione tecnica. Né a suo avviso il parere di nulla osta potrà essere espresso se non a condizione di sostanziali modifiche. A quel punto, sarà allora necessaria la presentazione di ulteriori emendamenti, rimettendo in gioco l'intero dibattito.

Del resto, gli articoli da 1 a 4 del disegno di legge n. 3497 risultano palesemente contraddittori rispetto all'affermazione contenuta nell'articolo 6, secondo cui dal provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Gli errori del Governo sono stati quindi smascherati e il futuro dell'università italiana resta ora quanto mai incerto.

Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) illustra gli emendamenti a sua firma, soffermandosi in particolare sul 4.185, che rappresenta la proposta più innovativa. Esso conferisce infatti il titolo di professore aggregato solo a coloro i quali svolgono effettive funzioni didattiche e, comunque, solo per la durata dell'incarico. Esso sopprime altresì il comma 11, come del resto auspicato da tutte le parti politiche.

Rinunciando ad illustrare il 4.184 e il 4.187, egli si sofferma poi sul 4.186, che affronta il problema delle aspettative dei giovani. In particolare, esso pone un termine certo alla durata dei contratti di insegnamento e ricerca, al fine di limitare nel tempo il periodo di formazione iniziale caratterizzato da flessibilità. Concluso il contratto, egli ritiene infatti che i giovani debbano avere certezza dell'eventuale prosecuzione della carriera accademica, ovvero dirigersi verso altri ambiti professionali. Quanto al trattamento economico, egli ritiene che debba essere rapportato ad almeno il 70 per cento di quello dei professori associati confermati. Su tale specifico aspetto, dichiara tuttavia di attendere il parere della Commissione bilancio.

Illustra infine l'emendamento 4.189, connesso alla scelta di mantenere in vita sino al 2013 il ruolo dei ricercatori.

Con riferimento alla questione finanziaria, prende peraltro atto della nota consegnata dal sottosegretario Armosino alla Commissione bilancio in data 12 luglio scorso, che pone senz'altro problemi rilevanti. Si associa pertanto all'auspicio di una sollecita trasmissione della relazione tecnica.

I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 5, pubblicati in allegato al presente resoconto.

Il senatore BETTA (Aut) rinuncia all'illustrazione di quelli a sua firma.

La senatrice ACCIARINI (DS-U) stigmatizza nuovamente la perdurante assenza del rappresentante del Governo che, se legittima sul piano procedurale, è senz'altro inopportuna sul piano politico in considerazione della estrema delicatezza dei temi trattati.

Illustra indi l'emendamento 5.4, soppressivo del comma 1, osservando che l'articolo 5, pur non ponendo problemi sul piano finanziario, ne pone senz'altro sul piano politico, riferendosi al ricorso alla delega legislativa. Non va infatti dimenticato che il provvedimento conteneva originariamente una delega molto più ampia, il cui ambito di applicazione nel corso del dibattito presso la Camera dei deputati si è progressivamente ristretto, finendo per riferirsi solo al riordino del reclutamento.

Tuttavia, l'articolo 3, che reca le norme di delega, risulta estremamente analitico, sicché diventa difficile prevedere la portata dei decreti legislativi di attuazione. Già l'esperienza della legge n. 53 del 2003 di riforma scolastica rappresenta, sotto questo profilo, un precedente preoccupante, atteso che i relativi decreti legislativi sono andati molto oltre rispetto alla legge di delega, soprattutto con riferimento alle figure professionali.

Ella critica pertanto la scelta di procedere in assenza del parere della Commissione bilancio, non solo sugli emendamenti ma soprattutto sul testo del provvedimento: trattandosi di delega legislativa, l'impossibilità di valutarne la portata finanziaria non può infatti non gettare ombre sui successivi effetti finanziari dei decreti legislativi. In tale ottica, ella raccomanda la soppressione del comma 1 dell'articolo 5, relativo alle procedure di adozione dei decreti legislativi attuativi.

Il senatore MODICA (DS-U) osserva anzitutto che, se decreti legislativi devono esserci, essi non riguardano la competenza del Ministro dell'economia, essendo destinati a disciplinare il riordino del reclutamento dei docenti. In tal senso, egli raccomanda l'approvazione dell'emendamento 5.6.

Ritiene altresì che il termine di 30 giorni per l'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti sia eccessivamente esiguo e ne raccomanda pertanto l'estensione a 60 giorni (emendamento 5.11). Decorso tale termine, non ritiene tuttavia che i decreti legislativi possano essere emanati ugualmente e pertanto suggerisce la soppressione del secondo periodo del comma 1 (emendamento 5.12).

Quanto alla relazione tecnica di accompagnamento agli schemi di decreto legislativo, egli giudica indispensabile che essa contenga la quantificazione degli oneri recati da ciascuna disposizione e le relative coperture (emendamento 5.13), nonché indichi i metodi utilizzati per la quantificazione stessa (emendamento 5.14). Non va infatti dimenticato che ogni procedura concorsuale, anche locale, comporta oneri, che vanno opportunamente quantificati prima che entrino in vigore i decreti legislativi.

Egli si sofferma indi sull'emendamento 5.15, manifestando netta contrarietà all'ipotesi che interventi integrativi e correttivi dei decreti legislativi attuativi siano apportati con un ulteriore ricorso alla delega. Al contrario, giudica preferibile che eventuali correzioni siano apportate con legge ordinaria. Quanto meno, dovrebbe essere comunque previsto il parere vincolante delle Commissioni parlamentari competenti (emendamento 5.16).

Da ultimo, illustra l'emendamento 5.0.1, affermando l'esigenza che per un periodo transitorio il vecchio stato giuridico conviva con quello nuovo, che peraltro a suo avviso dovrebbe essere davvero innovativo anziché di mero aggiustamento come quello configurato dal disegno di legge in esame.

I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 6, pubblicati in allegato al presente resoconto.

La senatrice SOLIANI (Mar-DL-U) illustra l'emendamento 6.1 interamente soppressivo. Ritiene infatti che, allo stato, non vi siano prove che dimostrino l'assenza di oneri del provvedimento.

Si associa la senatrice ACCIARINI (DS-U), che illustra l'analogo emendamento 6.2 a sua firma. Pur comprendendo che tale articolo sia stato inserito al fine di ottenere il nulla osta alla presentazione del provvedimento governativo, osserva infatti che esso configura un'operazione assai fragile sul piano finanziario, inidonea ad escludere nuovi o maggiori oneri.

Il settore universitario meritava invece un interesse, anche sul piano economico, ben diverso. Giudica pertanto preferibile sopprimere l'articolo, ovvero sostituirlo con un impegno finanziario consistente.

Quanto al confronto fatto, nel corso del dibattito, con la riforma scolastica della scorsa legislatura (legge n. 30 del 2002), che analogamente dichiarava di non comportare oneri a carico dello Stato, sottolinea poi che tale provvedimento era coperto con la riduzione di un anno del percorso scolastico, secondo una scelta di cui il Centro-sinistra sopportò coerentemente la responsabilità politica.

Il disegno di legge in esame non reca invece alcuna scelta compensativa e non può pertanto essere considerato allo stesso modo.

Sollecita infine il Governo ad adoperarsi per una seria programmazione delle esigenze della docenza, a partire già dal prossimo anno accademico. L'Italia ha infatti bisogno, a suo avviso, di un indirizzo strategico in tema di docenza universitaria ed a tal fine risulta indispensabile un chiaro piano di assunzioni, da svolgere secondo criteri rigorosi e certi.

Il PRESIDENTE dichiara conclusa l'illustrazione degli emendamenti.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 24.


SCHEMA DI PARERE PREDISPOSTO DAL RELATORE ED APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA RELATIVO ALLA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA PER GLI ANNI 2006-2009

(DOC. LVII, n. 5)

"La Commissione, esaminato il Documento in titolo,

premesso che

nel quadro di una strategia complessiva di modernizzazione, nonostante il peggioramento strutturale dei conti, in questa legislatura sono state avviate riforme importanti che hanno riguardato il mercato del lavoro, la previdenza sociale, la scuola, il fisco, la legge obiettivo per le infrastrutture, la disciplina dell'immigrazione

constatato positivamente che nel Documento vengono specificate una serie di indicazioni su ricerca e innovazione sia nel settore pubblico che nel settore privato;

condividendo in particolare le indicazioni riguardanti:

1. la prosecuzione del processo di riforma universitaria, a partire dallo stato giuridico dei docenti,

2. la predisposizione di incentivi volti ad aumentare il numero di specialisti in discipline tecnico-scientifiche,

3. l'intendimento di varare la riforma del secondo ciclo di istruzione con l'attivazione dei percorsi liceali e dei percorsi di istruzione e formazione professionale e di valorizzare la componente formativa dell'esperienza lavorativa,

constatando la scarsa attenzione dedicata al settore dei beni culturali;

esprime per quanto di competenza parere favorevole con le seguenti osservazioni.

1. Si sollecita l'Esecutivo a riconoscere nella prossima manovra il ruolo strategico del settore dei beni culturali nella crescita civile culturale ed economica del Paese, mediante l'erogazione di adeguate risorse finanziarie.

2. Si impegna il Governo ad assicurare che alla riconosciuta priorità strategica all'investimento in istruzione, università e ricerca anche ai fini del rilancio di competitività del Paese corrisponda una coerente attribuzione di idonee risorse finanziarie".

 

EMENDAMENTI RIFERITI AGLI ARTICOLI 5 E 6 DEL DISEGNO DI LEGGE N. 3497

5.3

BETTA, PAGLIARULO, TESSITORE, MODICA, D'ANDREA, MANIERI, MONTICONE, CORTIANA, ACCIARINI, PAGANO FRANCO V., TOGNI, SOLIANI

Sopprimere l'articolo.

_____________

5.4

PAGLIARULO, TOGNI, MODICA, TESSITORE, BETTA, PAGANO, D'ANDREA, MANIERI, ACCIARINI, FRANCO V., CORTIANA, MONTICONE, SOLIANI

Sopprimere il comma 1.

_____________

5.5

ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO, MODICA, TESSITORE

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "sono adottati" aggiungere le seguenti: ", entro sei mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale della presente legge,"

_____________

5.6

TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO, MODICA

Al comma 1, primo periodo, sopprimere le parole: "il Ministro dell'economia e delle finanze e con"

_____________

5.7

FRANCO V., TESSITORE , ACCIARINI , PAGANO, MODICA

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: sentiti con le seguenti: "d'intesa con"

_____________

5.8

ACCIARINI , TESSITORE , FRANCO V ., PAGANO, MODICA.

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "e previo parere" aggiungere la seguente: "vincolante"

_____________

5.1

MONTICONE, BETTA, MANIERI, SOLIANI, D'ANDREA

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "previo parere", aggiungere la seguente: "vincolante"

_____________

5.9

PAGANO, TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., MODICA.

Al comma 1, primo periodo, sopprimere le seguenti parole: "per materia e per le conseguenze di carattere finanziario"

_____________

5.2

MANIERI, SOLIANI, D'ANDREA, MONTICONE, BETTA

Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola "trenta" con la seguente "novanta".

_____________

5.11

MODICA, PAGANO , FRANCO V., ACCIARINI, TESSITORE

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole "trenta giorni" con le seguenti "sessanta giorni".

_____________

5.10

ACCIARINI ,TESSITORE , FRANCO V ., PAGANO, MODICA.

Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: "trenta giorni" con le seguenti: "quarantacinque giorni"

_____________

5.12

MODICA, TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., PAGANO

Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: "Decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati".

_____________

5.13

MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO

Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: "corredato da relazione tecnica" aggiungere le seguenti: ", contenente la quantificazione degli oneri recati da ciascuna disposizione e le relative coperture,"

_____________

5.14

MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO

Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: "Nella relazione tecnica sono indicati i dati e i metodi utilizzati per la quantificazione degli eventuali oneri, le loro fonti e ogni elemento utile per la verifica tecnica in sede parlamentare".

_____________

5.15

MANIERI, MODICA, D'ANDREA, PAGLIARULO, TESSITORE, BETTA, ACCIARINI, FRANCO V., CORTIANA, MONTICONE, SOLIANI, TOGNI, PAGANO

Sopprimere il comma 2.

_____________

5.16

MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., PAGANO

Al comma 2, dopo le parole: "possono essere adottate" aggiungere le seguenti: "previo parere vincolante delle Commissioni parlamentari competenti".

____________

5.17

MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., PAGANO

Al comma 2, sostituire le parole: "entro diciotto mesi" con le seguenti: "entro ventiquattro mesi".

_____________

5.0.1

TESSITORE, FRANCO V., MODICA, ACCIARINI, PAGANO

Dopo l'articolo 5 aggiungere il seguente:

"Art. 5-bis. - (Prerogative ed obblighi dei professori di prima e seconda fascia nonché dei ricercatori di ruolo). 1. I professori di prima e seconda fascia e i ricercatori di ruolo alla data di entrata in vigore della presente legge conservano prerogative ed obblighi secondo quanto previsto dalla normativa vigente alla data stessa."

____________

6.1

SOLIANI, D'ANDREA, MONTICONE, BETTA, MANIERI

Sopprimere l’articolo.

_____________

6.2

MODICA, PAGANO , FRANCO V., ACCIARINI, TESSITORE

Sopprimere l'articolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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