SENATO
DELLA REPUBBLICA
ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI
(7ª)
MERCOLEDÌ 20 LUGLIO 2005
414ª Seduta (notturna)
Documenti allegati:
Parere
del Relatore e apporvato dalla Commissione sul DPEF 2006/2009
Emendamenti agli art.
5 e 6
Presidenza del Presidente
ASCIUTTI
Interviene il vice ministro dell'istruzione, dell'università
e della ricerca Ricevuto.
La seduta inizia alle ore 20,30.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
In considerazione del protrarsi dei lavori dell'Aula, il PRESIDENTE
sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 20,35, è ripresa alle ore
21,45.
SUI CAMPIONATI MONDIALI DI NUOTO DEL 2009
Il presidente ASCIUTTI esprime un sentito ringraziamento, a
nome suo e della Commissione tutta, nei confronti del senatore
Barelli per l'impegno determinante profuso, nella sua qualità
di Presidente della Federazione italiana nuoto, al fine di assicurare
alla città di Roma l'organizzazione dei prossimi campionati
mondiali del 2009.
Si associa la Commissione.
IN SEDE CONSULTIVA
Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla
manovra di finanza pubblica per gli anni 2006-2009 (Doc. LVII,
n. 5)
(Parere alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame.
Parere favorevole con osservazioni)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana, nel corso
della quale - ricorda il PRESIDENTE - il relatore ha svolto l'esposizione
introduttiva e si è svolto il dibattito. Indi, preso atto
che nessun altro chiede di intervenire, dichiara chiusa tale fase
procedurale.
Replicando agli intervenuti, il relatore GABURRO (UDC) illustra
uno schema di parere favorevole con osservazioni (allegato al
presente resoconto).
Per dichiarazione di voto favorevole sullo schema di parere
a nome dei Gruppi di maggioranza, ha la parola il senatore FAVARO
(FI), il quale giudica importante che il provvedimento in titolo
fornisca una fotografia oggettiva della realtà, che desta
comunque preoccupazione.
Nel ritenere indi indispensabile una sollecita attuazione della
riforma della scuola, che peraltro ricorda essere in gran parte
già completata, nonché un altrettanto sollecita
approvazione del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti
universitari, fa presente che l'attenzione del Governo a tali
settori - come testimonia il DPEF per gli anni 2006-2009 - è
sempre viva. Ciò è del resto confermato anche dalla
circostanza che i tagli operati in conseguenza delle prioritarie
esigenze di bilancio hanno investito solo marginalmente detti
ambiti.
Conclusivamente esprime apprezzamento per la ferma volontà
di accrescere gli investimenti nelle infrastrutture materiali
ed immateriali, sulla scorta degli obiettivi definiti dal Consiglio
europeo di Lisbona.
Il senatore MODICA (DS-U) stigmatizza che, a fronte di problematiche
ampie e preoccupanti, lo schema di parere testé illustrato
sia, per alcuni versi, sostanzialmente privo di contenuti e, per
altri, caratterizzato da affermazioni tutt'altro che condivisibili.
Esso non tiene in particolare conto della necessità di
un maggiore impegno, da parte dell'Esecutivo, ad investire risorse
in politiche che possono aiutare l'Italia ad uscire dalle difficoltà
economiche nelle quali versa.
Ritiene, indi, che vi sia una sostanziale discrasia fra le premesse
dello schema di parere, che non condivide, e le conseguenze, che
giudica del tutto banali.
Soffermandosi anzitutto sulle premesse, egli richiama il riferimento,
espresso del resto con sincerità anche nel DPEF, in ordine
al peggioramento strutturale dei conti pubblici. Inoltre, il senatore
contesta, nel parere si sostiene che nel Documento sono specificate
una serie di indicazioni su ricerca e innovazione sia nel settore
pubblico che nel settore privato, di cui invece non vi è
alcuna traccia. Analogamente non vi è traccia di indicazioni
in ordine alla prosecuzione della riforma universitaria, a partire
dallo stato giuridico dei docenti, atteso che il Documento si
limita a confermare che il Governo completerà il processo
di riforma in atto. Al riguardo, coglie l'occasione per far presente
che il disegno di legge sullo stato giuridico dei professori universitari
registra la contrarietà del mondo universitario, come confermano
del resto le audizioni svoltesi in sede di Ufficio di presidenza.
Ciò premesso, detto provvedimento non può certo
essere rilevante ad assicurare investimenti nella formazione e
nella ricerca, di cui invece il Paese ha bisogno.
Quanto agli incentivi tesi ad incrementare il numero degli specialisti
nelle discipline tecnico-scientifiche, si tratta in effetti -
a suo giudizio - di una misura senz'altro condivisibile, ma che
tuttavia è già stata realizzata e non dovrebbe pertanto
costituire un caposaldo del DPEF per gli anni 2006-2009.
Relativamente al riferimento, recato al punto 3 delle premesse,
all'intendimento di varare la riforma del secondo ciclo di istruzione,
il senatore deplora che tale volontà è invece negata
dai fatti, come testimonia la circostanza che al Parlamento non
è stato ancora trasmesso lo schema di decreto, nonostante
siano state fatte circolare numerose bozze. Tutt'al più,
egli osserva, la riforma del secondo ciclo entrerà in vigore
nell'anno scolastico 2005-2006, a legislatura conclusa.
Soffermandosi indi sulle osservazioni, nelle quali si sollecita
il Governo ad assicurare un incremento di risorse per beni culturali,
istruzione, università e ricerca, osserva che si tratta
di indicazioni sostanzialmente banali, sulle quali non si può
comunque esprimere un avviso contrario.
Dopo aver chiesto conseguentemente che si proceda alla votazione
per parti separate dello schema di parere, il senatore preannuncia
comunque il voto contrario del suo Gruppo sullo schema di parere
nel suo complesso. Non può infatti non suscitare delusione
un Documento che riconosce solo a parole, senza tuttavia darvi
seguito, l'importanza di investimenti nel capitale umano, fondamentali
per uscire dalle difficoltà economiche e finanziarie del
Paese.
Conclusivamente auspica che nel parere si faccia esplicito riferimento
alle difficoltà evidenziate dall'andamento dei principali
parametri economici (come ad esempio il rapporto tra debito e
PIL), ritenendo che sia doveroso che un organo parlamentare non
chiuda gli occhi dinanzi alla realtà.
Il senatore D'ANDREA (Mar-DL-U) preannuncia, a sua volta, il
voto contrario del Gruppo della Margherita sullo schema di parere
favorevole con osservazioni illustrato dal relatore. Al riguardo,
afferma che esso sottende la difficoltà della maggioranza
a sostenere una manovra di bilancio di fine legislatura, che sarebbe
invece dovuta giungere a coronamento della politica di Governo
propagandata in campagna elettorale.
Confrontando i contenuti recati nell'atto in titolo con quelli
del primo DPEF dell'attuale maggioranza, emergono con tutta evidenza
- a suo giudizio - da un lato, le erronee previsioni sulla crescita
e sul dinamismo economico del Paese e, dall'altro, l'inadeguatezza
delle stesse misure sulle quali il Governo aveva puntato.
Pur riconoscendo le difficoltà del ciclo economico internazionale,
egli stigmatizza infatti l'incapacità dell'Esecutivo di
adottare misure adeguate, nonché l'irresponsabile sottovalutazione
della realtà.
Del resto, se ci si trova dinnanzi ad una "crescita zero",
ciò è - prosegue il senatore - il risultato di una
serie di iniziative che hanno finito con il comprimere la residua
capacità del Paese a reggere alla competizione internazionale.
In quest'ottica, egli deplora in particolare la scelta di accrescere
il disavanzo, che peraltro si sarebbe potuta rivelare un sacrificio
utile qualora si fossero finanziate adeguate politiche sociali
ovvero si fossero realizzati investimenti in cultura, ricerca
e università. Si è invece proceduto commettendo
gravi errori di politica fiscale, senza comprendere che la congiuntura
economica suggeriva non tanto una riduzione delle entrate, quanto
politiche restrittive sul versante della spesa.
Con specifico riferimento agli ambiti di competenza della Commissione,
lamenta l'assenza di un'impostazione strategica. Non vi è
infatti solo un problema di scarsità di risorse finanziarie,
come del resto ha recentemente ricordato il ministro Moratti dando
conto dell'incremento delle risorse per l'università. Più
in generale, il senatore critica l'assenza di una impostazione
progettuale in grado di accompagnare il Paese nella nuova realtà
della globalizzazione dei mercati.
Conclude affermando che, dalla maggioranza che aveva vinto le
elezioni politiche sull'onda della novità e della fantasia
imprenditoriale, si sarebbe atteso ben altri risultati, mentre
i dati fotografano una situazione disastrosa, che l'opposizione
aveva annunciato sperando tuttavia che fosse inferiore alle previsioni.
Il senatore CORTIANA (Verdi-Un), alla luce di quanto già
affermato nel corso della discussione generale, dichiara il voto
contrario dei Verdi allo schema di parere favorevole con osservazioni.
In particolare, egli rileva, in esso non vi è neanche traccia
di quell'onestà, seppur malinconica, che è contenuta
nel Documento.
Né vi è alcun riferimento, da un lato, all'assoluta
mancanza di strategicità del Documento, anche nei settori
di specifica competenza della Commissione e, dall'altro, alla
centralità della società della conoscenza, determinante
per il conseguimento degli obiettivi di Lisbona.
Non vi è poi alcun riferimento, come pure nel Documento,
alla questione dell'edilizia scolastica, che invece era stata
oggetto di ampia discussione nelle passate manovre finanziarie
e di prese di posizione da parte del Ministro.
Il senatore deplora invece il riferimento, recato nel Documento
e ribadito nello schema di parere, al presunto rilievo delle riforme
avviate nel corso della legislatura. Quanto agli interventi fiscali,
a suo giudizio meramente formali, essi hanno infatti determinato
una sostanziale redistribuzione del carico fiscale che ha condotto
ad un incremento delle tariffe e dell'imposizione locale, nonché
ad un taglio dei servizi.
Nega poi che il Governo abbia realizzato significativi investimenti
nel settore della scuola.
Relativamente agli interventi infrastrutturali, il senatore afferma
indi che molti di essi erano stati voluti e finanziati del Governo
di Centro-sinistra.
Anche la richiamata disciplina in materia di immigrazione non
sottende a suo avviso alcuna strategia.
I principali provvedimenti approvati dall'attuale Esecutivo sono
stati del resto le sanatorie, gli interventi una tantum e le leggi
ad personam sul versante giudiziario.
Dopo aver ribadito che si sarebbe dovuto puntare sul potenziamento
delle infrastrutture digitali e su politiche di welfare dirette
alla formazione e all'aggiornamento dei docenti, stigmatizza altresì
la scarsa attenzione al settore dei beni culturali.
Conclude manifestando imbarazzo per le osservazioni, atteso che
esse si limitano a sollecitare maggiori investimenti da parte
del Governo nei settori di competenza della Commissione. Si tratta
di inviti, egli conclude, sui quali peraltro non si può
certo manifestare contrarietà, ma che nulla hanno a che
vedere con gli obiettivi di Lisbona.
Il senatore BETTA (Aut), richiamandosi ai rilievi critici già
mossi nel corso del dibattito, dichiara il voto contrario sullo
schema di parere favorevole con osservazioni illustrato dal relatore
Gaburro.
Dopo che la senatrice SOLIANI (Mar-DL-U) ha stigmatizzato l'assenza
del Governo, il PRESIDENTE - accertata la presenza del numero
legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento - pone
in votazione per parti separate lo schema di parere favorevole
con osservazioni illustrato dal relatore Gaburro. Il dispositivo,
dalle parole: "La Commissione" fino a: "esprime
per quanto di competenza parere favorevole con le seguenti osservazioni.",
risulta accolto a maggioranza. Con distinte votazioni, la Commissione
approva indi, all'unanimità, le osservazioni n. 1 e n.
2 e, a maggioranza, lo schema di parere nel suo complesso.
OMISSIS..
IN SEDE REFERENTE
(3497) Nuove disposizioni concernenti i professori ed i ricercatori
universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento
dei professori universitari, approvato dalla Camera dei deputati
(604) TESSITORE ed altri. - Modifiche alla legge 3 luglio 1998,
n. 210, recante norme per il reclutamento dei ricercatori e dei
professori universitari di ruolo
(692) COMPAGNA. - Istituzione della terza fascia del ruolo dei
professori universitari e altre norme in materia di ordinamento
delle università
(850) EUFEMI ed altri. - Disposizioni urgenti sulla docenza universitaria
(946) ASCIUTTI ed altri. - Nuovi doveri e nuovi diritti dei professori
universitari
(1091) GABURRO ed altri. - Norme in materia di concorsi per professori
universitari
(1137) BUCCIERO. - Norme in materia di nomina a professore universitario
associato
(1150) Tommaso SODANO ed altri. - Provvedimenti urgenti per l'istituzione
della terza fascia docente
(1163) FRAU. - Modifica all' articolo 1 della legge 14 gennaio
1999, n. 4, in materia di riconoscimento ai tecnici laureati vincitori
di concorso della qualifica di ricercatore universitario confermato
(1416) TESSITORE ed altri. - Norme sullo stato giuridico della
docenza universitaria
(1764) CUTRUFO. - Inquadramento dei ricercatori universitari
nel ruolo di professore associato di seconda fascia
(1920) VALDITARA ed altri. - Disposizioni recanti modificazioni
allo stato giuridico dei professori, trasformazione del ruolo
dei ricercatori universitari e istituzione del ricercatore universitario
a contratto
(2827) TATO' e DANZI. - Norme in materia di idoneità a
professore associato
(2856) BUCCIERO e SPECCHIA. - Norme interpretative dell' articolo
24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio
1980, n. 382 e dell' articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 503, relativo all' ulteriore permanenza in servizio nel
ruolo di professore universitario
(3127) TATO'. - Norme in materia di idoneità e inquadramento
nel ruolo di professore associato
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta notturna di
ieri, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - era iniziata
l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 4, pubblicati in
allegato al resoconto di quella seduta.
In via preliminare, il senatore CORTIANA (Verdi-Un) lamenta la
perdurante assenza del parere della Commissione bilancio, che
conferisce al dibattito in corso un carattere virtuale.
Il PRESIDENTE ribadisce che, a termini del Regolamento, il parere
delle Commissioni consultate non è indispensabile nella
fase di illustrazione degli emendamenti.
Il senatore CORTIANA (Verdi-Un) stigmatizza altresì l'assenza
del rappresentante del Governo, che pure era presente nella fase
iniziale della seduta.
Il PRESIDENTE rileva che il vice ministro Ricevuto ha seguito
con assiduità i lavori della Commissione sui disegni di
legge in titolo. Ritiene pertanto che si sia solo brevemente allontanato.
Invita indi i presentatori dei restanti emendamenti all'articolo
4 ad illustrarli.
La senatrice SOLIANI (Mar-DL-U), dopo aver fatto cenno agli emendamenti
4.203 (connesso alla istituzione della terza fascia) e 4.248 (volto
a coinvolgere la CRUI e il CUN nella definizione dei criteri generali
per il trattamento economico dei contratti di insegnamento), si
sofferma sull'emendamento 4.205, che prevede la possibilità
per l'università di realizzare specifici programmi di ricerca
avanzata e di didattica di eccellenza, sulla base di convenzioni
con imprese o fondazioni. A tal fine, le università possono
chiamare studiosi di chiara fama internazionale, con incarichi
triennali rinnovabili non più di una volta. Il trattamento
giuridico-economico è quello dei professori ordinari. Si
tratta, a suo avviso, di opportunità significative, che
aprono grandi prospettive di incontro fra pubblico e privato.
L'emendamento 4.240 stabilisce invece che le convenzioni di cui
al comma 5 devono prevedere attività di ricerca di base
come elemento integrante inscindibile del rapporto convenzionale,
nell'ottica di assicurare alla ricerca di base quel carattere
di priorità che le compete.
L'emendamento 4.206 è infine volto a sostituire il comma
6, conferendo maggiore valore alle esperienze di ricerca. Costituiscono
infatti titolo preferenziale, per l'assegnazione dei contratti
di ricerca ed insegnamento, le esperienze acquisite con la partecipazione
a programmi di ricerca internazionale. L'emendamento prevede altresì
che detti contratti sostituiscano a tutti gli effetti gli assegni
di ricerca e le borse post-dottorato. Inoltre, alla scadenza del
primo biennio di contratto, in caso di valutazione positiva, le
università hanno l'obbligo di individuare il budget necessario
a bandire un nuovo posto di terza fascia. Si tratta, conclude,
di una proposta che pone nuovamente i ricercatori al centro dell'attenzione,
in controtendenza rispetto all'emarginazione conseguente al disegno
di legge n. 3497.
Il senatore CORTIANA (Verdi-Un) lamenta anzitutto che il disegno
di legge approvato dalla Camera dei deputati sia privo di un disegno
di insieme in ordine alla funzione docente. Gli emendamenti da
lui presentati hanno pertanto carattere prevalentemente difensivo,
al fine di limitare i danni dell'attuale versione.
In tal senso, egli si dichiara a favore dell'idoneità
nazionale, onde evitare logiche di natura feudale anche nella
fase concorsuale locale. Si associa inoltre alla proposta di istituire
i docenti di terza fascia, consentendo loro la piena partecipazione
agli organi collegiali.
Altri emendamenti sono poi volti a limitare la logica della precarizzazione,
attraverso una migliore definizione dei contratti a tempo determinato
per i ricercatori.
Infine, si dichiara contrario al conferimento di incarichi di
insegnamento al personale tecnico-amministrativo delle università,
mentre sollecita la stipula di contratti con esponenti del mondo
produttivo nell'ambito delle scuole di alta formazione.
Il senatore BETTA (Aut) illustra anzitutto l'emendamento 4.214,
volto a determinare condizioni di maggiore stabilità fra
docenti e sedi. Esso stabilisce infatti che, anche quando viene
meno la convenzione pluriennale, l'università ha l'obbligo
di assicurare il trattamento economico del professore.
L'emendamento 4.219 sopprime poi il comma 3, che a suo giudizio
dilata inopinatamente la platea di soggetti cui sarebbe conferito
il titolo di professore aggregato.
Altri emendamenti (4.223, 4.221 e 4.224) sono invece volti, nel
caso in cui la Commissione non convenisse sulla soppressione del
comma 3, a limitarne quanto meno i danni, conferendo maggiore
incisività al parere della CRUI e del CUN.
L'emendamento 4.228 prevede invece che, per la realizzazione
dei programmi di ricerca di cui al comma 4, le università
possano istituire posti di professore associato oltre che straordinario.
Ritiene tuttavia che detti incarichi non debbano essere conferiti
a soggetti in possesso di mera qualificazione scientifica e professionale,
trattandosi di norma eccessivamente generica.
Gli emendamenti 4.238 e 4.242 sono poi tesi a tutelare i diritti
e i doveri dei professori universitari rispetto alla didattica
e alla ricerca ed in particolare la piena libertà di insegnamento.
Un ultimo emendamento (4.262) prevede infine il parere della
CRUI e del CUN sul decreto ministeriale con cui saranno definite
le modalità per favorire l'ingresso in Italia dei cittadini
stranieri chiamati a ricoprire incarichi di insegnamento.
Il senatore GABURRO (UDC) si sofferma in particolare sull'emendamento
4.182, con il quale intende dedicare una speciale attenzione ai
giovani nel periodo post-dottorato. Egli si dichiara peraltro
disponibile a ritrarlo, convergendo sul 3.35 del Presidente relatore
che prefigura la condivisibile soluzione di rinviare di otto anni
la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori. Ritiene tuttavia
che, per una più chiara valorizzazione delle qualità
intellettuali dei giovani, sarebbe preferibile non prevedere titoli
preferenziali, ma porre come condizione solo il requisito del
dottorato di ricerca.
Si sofferma infine sulle borse di studio degli enti pubblici
di ricerca, che spesso rappresentano un surrogato di quelle universitarie,
senza differirne per qualità.
Il senatore D'ANDREA (Mar-DL-U) sollecita anzitutto la soppressione
del comma 1, che giudica ambiguo (emendamento 4.211). In subordine,
raccomanda quanto meno la soppressione del secondo periodo (emendamento
4.25). Entrambi gli emendamenti fanno peraltro sistema con il
4.274 (di iniziativa dei senatori Modica ed altri), che reca una
disciplina assai preferibile.
L'emendamento 4.216 suggerisce invece, in nome di una piena
autonomia universitaria, la soppressione del secondo periodo del
comma 2, che prevede un nulla osta del Ministro per la chiamata
diretta di studiosi stranieri.
Dopo aver brevemente accennato agli emendamenti 4.220, 4.226
e 4.227, egli si sofferma indi sull'emendamento 4.231, teso ad
estendere agli associati e ai ricercatori il conferimento degli
incarichi di cui al comma 4. Ciò, in linea con l'opzione
di istituire la terza fascia della docenza per i ricercatori.
L'emendamento 4.241 salvaguarda invece l'autonomia della ricerca.
Altri emendamenti si riferiscono poi al comma 6. In particolare,
gli emendamenti 4.88 e 4.243 sono interamente soppressivi; fanno
tuttavia sistema con altri emendamenti tesi a modificarne singole
parti, analoghi del resto a proposte emendative di altre parti
politiche. E' evidente infatti che l'attuale versione del comma
6 risulta insoddisfacente.
Analogamente, l'emendamento 4.256 è interamente soppressivo
del comma 11, mentre altri emendamenti ne modificano singole parti.
Anche tale comma ha infatti registrato un diffuso giudizio negativo,
conferendo ad una sterminata platea di soggetti il titolo di professore
aggregato, cui farà inevitabilmente seguito la richiesta
di un ruolo ed un trattamento economico preciso.
Si tratta, prosegue, di un punto particolarmente delicato, su
cui si avverte con maggiore gravità l'assenza del parere
della Commissione bilancio. Dalla Nota di lettura predisposta
dal Servizio del bilancio del Senato si evince del resto che solo
gli articoli 5 e 6 non pongono problemi di carattere finanziario.
Su tutti gli altri articoli la Nota di lettura contiene invece
osservazioni e rilievi assai fondati e pertinenti sicchè,
al di là delle prescrizioni testuali del Regolamento, si
impone con tutta evidenza l'esigenza della relazione tecnica.
Né a suo avviso il parere di nulla osta potrà essere
espresso se non a condizione di sostanziali modifiche. A quel
punto, sarà allora necessaria la presentazione di ulteriori
emendamenti, rimettendo in gioco l'intero dibattito.
Del resto, gli articoli da 1 a 4 del disegno di legge n. 3497
risultano palesemente contraddittori rispetto all'affermazione
contenuta nell'articolo 6, secondo cui dal provvedimento non devono
derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Gli errori
del Governo sono stati quindi smascherati e il futuro dell'università
italiana resta ora quanto mai incerto.
Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) illustra gli emendamenti
a sua firma, soffermandosi in particolare sul 4.185, che rappresenta
la proposta più innovativa. Esso conferisce infatti il
titolo di professore aggregato solo a coloro i quali svolgono
effettive funzioni didattiche e, comunque, solo per la durata
dell'incarico. Esso sopprime altresì il comma 11, come
del resto auspicato da tutte le parti politiche.
Rinunciando ad illustrare il 4.184 e il 4.187, egli si sofferma
poi sul 4.186, che affronta il problema delle aspettative dei
giovani. In particolare, esso pone un termine certo alla durata
dei contratti di insegnamento e ricerca, al fine di limitare nel
tempo il periodo di formazione iniziale caratterizzato da flessibilità.
Concluso il contratto, egli ritiene infatti che i giovani debbano
avere certezza dell'eventuale prosecuzione della carriera accademica,
ovvero dirigersi verso altri ambiti professionali. Quanto al trattamento
economico, egli ritiene che debba essere rapportato ad almeno
il 70 per cento di quello dei professori associati confermati.
Su tale specifico aspetto, dichiara tuttavia di attendere il parere
della Commissione bilancio.
Illustra infine l'emendamento 4.189, connesso alla scelta di
mantenere in vita sino al 2013 il ruolo dei ricercatori.
Con riferimento alla questione finanziaria, prende peraltro atto
della nota consegnata dal sottosegretario Armosino alla Commissione
bilancio in data 12 luglio scorso, che pone senz'altro problemi
rilevanti. Si associa pertanto all'auspicio di una sollecita trasmissione
della relazione tecnica.
I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti
all'articolo 5, pubblicati in allegato al presente resoconto.
Il senatore BETTA (Aut) rinuncia all'illustrazione di quelli
a sua firma.
La senatrice ACCIARINI (DS-U) stigmatizza nuovamente la perdurante
assenza del rappresentante del Governo che, se legittima sul piano
procedurale, è senz'altro inopportuna sul piano politico
in considerazione della estrema delicatezza dei temi trattati.
Illustra indi l'emendamento 5.4, soppressivo del comma 1, osservando
che l'articolo 5, pur non ponendo problemi sul piano finanziario,
ne pone senz'altro sul piano politico, riferendosi al ricorso
alla delega legislativa. Non va infatti dimenticato che il provvedimento
conteneva originariamente una delega molto più ampia, il
cui ambito di applicazione nel corso del dibattito presso la Camera
dei deputati si è progressivamente ristretto, finendo per
riferirsi solo al riordino del reclutamento.
Tuttavia, l'articolo 3, che reca le norme di delega, risulta
estremamente analitico, sicché diventa difficile prevedere
la portata dei decreti legislativi di attuazione. Già l'esperienza
della legge n. 53 del 2003 di riforma scolastica rappresenta,
sotto questo profilo, un precedente preoccupante, atteso che i
relativi decreti legislativi sono andati molto oltre rispetto
alla legge di delega, soprattutto con riferimento alle figure
professionali.
Ella critica pertanto la scelta di procedere in assenza del parere
della Commissione bilancio, non solo sugli emendamenti ma soprattutto
sul testo del provvedimento: trattandosi di delega legislativa,
l'impossibilità di valutarne la portata finanziaria non
può infatti non gettare ombre sui successivi effetti finanziari
dei decreti legislativi. In tale ottica, ella raccomanda la soppressione
del comma 1 dell'articolo 5, relativo alle procedure di adozione
dei decreti legislativi attuativi.
Il senatore MODICA (DS-U) osserva anzitutto che, se decreti legislativi
devono esserci, essi non riguardano la competenza del Ministro
dell'economia, essendo destinati a disciplinare il riordino del
reclutamento dei docenti. In tal senso, egli raccomanda l'approvazione
dell'emendamento 5.6.
Ritiene altresì che il termine di 30 giorni per l'espressione
del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti
sia eccessivamente esiguo e ne raccomanda pertanto l'estensione
a 60 giorni (emendamento 5.11). Decorso tale termine, non ritiene
tuttavia che i decreti legislativi possano essere emanati ugualmente
e pertanto suggerisce la soppressione del secondo periodo del
comma 1 (emendamento 5.12).
Quanto alla relazione tecnica di accompagnamento agli schemi
di decreto legislativo, egli giudica indispensabile che essa contenga
la quantificazione degli oneri recati da ciascuna disposizione
e le relative coperture (emendamento 5.13), nonché indichi
i metodi utilizzati per la quantificazione stessa (emendamento
5.14). Non va infatti dimenticato che ogni procedura concorsuale,
anche locale, comporta oneri, che vanno opportunamente quantificati
prima che entrino in vigore i decreti legislativi.
Egli si sofferma indi sull'emendamento 5.15, manifestando netta
contrarietà all'ipotesi che interventi integrativi e correttivi
dei decreti legislativi attuativi siano apportati con un ulteriore
ricorso alla delega. Al contrario, giudica preferibile che eventuali
correzioni siano apportate con legge ordinaria. Quanto meno, dovrebbe
essere comunque previsto il parere vincolante delle Commissioni
parlamentari competenti (emendamento 5.16).
Da ultimo, illustra l'emendamento 5.0.1, affermando l'esigenza
che per un periodo transitorio il vecchio stato giuridico conviva
con quello nuovo, che peraltro a suo avviso dovrebbe essere davvero
innovativo anziché di mero aggiustamento come quello configurato
dal disegno di legge in esame.
I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti
all'articolo 6, pubblicati in allegato al presente resoconto.
La senatrice SOLIANI (Mar-DL-U) illustra l'emendamento 6.1 interamente
soppressivo. Ritiene infatti che, allo stato, non vi siano prove
che dimostrino l'assenza di oneri del provvedimento.
Si associa la senatrice ACCIARINI (DS-U), che illustra l'analogo
emendamento 6.2 a sua firma. Pur comprendendo che tale articolo
sia stato inserito al fine di ottenere il nulla osta alla presentazione
del provvedimento governativo, osserva infatti che esso configura
un'operazione assai fragile sul piano finanziario, inidonea ad
escludere nuovi o maggiori oneri.
Il settore universitario meritava invece un interesse, anche
sul piano economico, ben diverso. Giudica pertanto preferibile
sopprimere l'articolo, ovvero sostituirlo con un impegno finanziario
consistente.
Quanto al confronto fatto, nel corso del dibattito, con la riforma
scolastica della scorsa legislatura (legge n. 30 del 2002), che
analogamente dichiarava di non comportare oneri a carico dello
Stato, sottolinea poi che tale provvedimento era coperto con la
riduzione di un anno del percorso scolastico, secondo una scelta
di cui il Centro-sinistra sopportò coerentemente la responsabilità
politica.
Il disegno di legge in esame non reca invece alcuna scelta compensativa
e non può pertanto essere considerato allo stesso modo.
Sollecita infine il Governo ad adoperarsi per una seria programmazione
delle esigenze della docenza, a partire già dal prossimo
anno accademico. L'Italia ha infatti bisogno, a suo avviso, di
un indirizzo strategico in tema di docenza universitaria ed a
tal fine risulta indispensabile un chiaro piano di assunzioni,
da svolgere secondo criteri rigorosi e certi.
Il PRESIDENTE dichiara conclusa l'illustrazione degli emendamenti.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 24.
SCHEMA DI PARERE PREDISPOSTO
DAL RELATORE ED APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA RELATIVO ALLA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA
PER GLI ANNI 2006-2009
(DOC. LVII, n. 5)
"La Commissione, esaminato il Documento in titolo,
premesso che
nel quadro di una strategia complessiva di modernizzazione,
nonostante il peggioramento strutturale dei conti, in questa legislatura
sono state avviate riforme importanti che hanno riguardato il
mercato del lavoro, la previdenza sociale, la scuola, il fisco,
la legge obiettivo per le infrastrutture, la disciplina dell'immigrazione
constatato positivamente che nel Documento vengono specificate
una serie di indicazioni su ricerca e innovazione sia nel settore
pubblico che nel settore privato;
condividendo in particolare le indicazioni riguardanti:
1. la prosecuzione del processo di riforma universitaria, a partire
dallo stato giuridico dei docenti,
2. la predisposizione di incentivi volti ad aumentare il numero
di specialisti in discipline tecnico-scientifiche,
3. l'intendimento di varare la riforma del secondo ciclo di istruzione
con l'attivazione dei percorsi liceali e dei percorsi di istruzione
e formazione professionale e di valorizzare la componente formativa
dell'esperienza lavorativa,
constatando la scarsa attenzione dedicata al settore dei beni
culturali;
esprime per quanto di competenza parere favorevole con le seguenti
osservazioni.
1. Si sollecita l'Esecutivo a riconoscere nella prossima manovra
il ruolo strategico del settore dei beni culturali nella crescita
civile culturale ed economica del Paese, mediante l'erogazione
di adeguate risorse finanziarie.
2. Si impegna il Governo ad assicurare che alla riconosciuta
priorità strategica all'investimento in istruzione, università
e ricerca anche ai fini del rilancio di competitività del
Paese corrisponda una coerente attribuzione di idonee risorse
finanziarie".
EMENDAMENTI RIFERITI AGLI ARTICOLI 5 E
6 DEL DISEGNO DI LEGGE N. 3497
5.3
BETTA, PAGLIARULO, TESSITORE, MODICA, D'ANDREA, MANIERI, MONTICONE,
CORTIANA, ACCIARINI, PAGANO FRANCO V., TOGNI, SOLIANI
Sopprimere l'articolo.
_____________
5.4
PAGLIARULO, TOGNI, MODICA, TESSITORE, BETTA, PAGANO, D'ANDREA,
MANIERI, ACCIARINI, FRANCO V., CORTIANA, MONTICONE, SOLIANI
Sopprimere il comma 1.
_____________
5.5
ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO, MODICA, TESSITORE
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "sono adottati"
aggiungere le seguenti: ", entro sei mesi dalla data di pubblicazione
in Gazzetta ufficiale della presente legge,"
_____________
5.6
TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO, MODICA
Al comma 1, primo periodo, sopprimere le parole: "il Ministro
dell'economia e delle finanze e con"
_____________
5.7
FRANCO V., TESSITORE , ACCIARINI , PAGANO, MODICA
Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: sentiti con
le seguenti: "d'intesa con"
_____________
5.8
ACCIARINI , TESSITORE , FRANCO V ., PAGANO, MODICA.
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "e previo parere"
aggiungere la seguente: "vincolante"
_____________
5.1
MONTICONE, BETTA, MANIERI, SOLIANI, D'ANDREA
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "previo parere",
aggiungere la seguente: "vincolante"
_____________
5.9
PAGANO, TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., MODICA.
Al comma 1, primo periodo, sopprimere le seguenti parole: "per
materia e per le conseguenze di carattere finanziario"
_____________
5.2
MANIERI, SOLIANI, D'ANDREA, MONTICONE, BETTA
Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola "trenta"
con la seguente "novanta".
_____________
5.11
MODICA, PAGANO , FRANCO V., ACCIARINI, TESSITORE
Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole "trenta
giorni" con le seguenti "sessanta giorni".
_____________
5.10
ACCIARINI ,TESSITORE , FRANCO V ., PAGANO, MODICA.
Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: "trenta
giorni" con le seguenti: "quarantacinque giorni"
_____________
5.12
MODICA, TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., PAGANO
Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: "Decorso tale
termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati".
_____________
5.13
MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO
Al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: "corredato da
relazione tecnica" aggiungere le seguenti: ", contenente
la quantificazione degli oneri recati da ciascuna disposizione
e le relative coperture,"
_____________
5.14
MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V ., PAGANO
Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: "Nella
relazione tecnica sono indicati i dati e i metodi utilizzati per
la quantificazione degli eventuali oneri, le loro fonti e ogni
elemento utile per la verifica tecnica in sede parlamentare".
_____________
5.15
MANIERI, MODICA, D'ANDREA, PAGLIARULO, TESSITORE, BETTA, ACCIARINI,
FRANCO V., CORTIANA, MONTICONE, SOLIANI, TOGNI, PAGANO
Sopprimere il comma 2.
_____________
5.16
MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., PAGANO
Al comma 2, dopo le parole: "possono essere adottate"
aggiungere le seguenti: "previo parere vincolante delle Commissioni
parlamentari competenti".
____________
5.17
MODICA ,TESSITORE , ACCIARINI , FRANCO V., PAGANO
Al comma 2, sostituire le parole: "entro diciotto mesi"
con le seguenti: "entro ventiquattro mesi".
_____________
5.0.1
TESSITORE, FRANCO V., MODICA, ACCIARINI, PAGANO
Dopo l'articolo 5 aggiungere il seguente:
"Art. 5-bis. - (Prerogative ed obblighi dei professori di
prima e seconda fascia nonché dei ricercatori di ruolo).
1. I professori di prima e seconda fascia e i ricercatori di ruolo
alla data di entrata in vigore della presente legge conservano
prerogative ed obblighi secondo quanto previsto dalla normativa
vigente alla data stessa."
____________
6.1
SOLIANI, D'ANDREA, MONTICONE, BETTA, MANIERI
Sopprimere l’articolo.
_____________
6.2
MODICA, PAGANO , FRANCO V., ACCIARINI, TESSITORE
Sopprimere l'articolo.
|