Mozione
del 25 marzo sui Ricercatori
Mozione
approvata all'unanimità dall'Assemblea Generale
(Roma, 25 marzo 2010) - Ricercatori
L’Assemblea della CRUI,
riunita il 25 marzo 2010, ribadisce con forza quanto già
manifestato in sede di audizione alla VII Commissione del
Senato e con la delibera del 25 febbraio u.s. in merito alle
procedure di reclutamento di cui all’art. 9 del d.d.l.
in materia di “Organizzazione e qualità del sistema
universitario, di personale accademico e di diritto allo studio”
presentato dal Ministro Gelmini e ora all’esame del
Parlamento.
In particolare la CRUI ritiene
tra i punti qualificanti dell’indispensabile intervento
riformatore l’adozione di un piano straordinario pluriennale
di reclutamento di personale docente universitario, nell’ambito
del quale garantire una quota consistente alle assunzioni
di professori associati.
E ciò anche nella prospettiva,
prevista dal DDL in discussione, di riequilibrare la numerosità
delle diverse fasce di docenza. Il suddetto piano dovrà
essere sostenuto da un idoneo finanziamento MIUR e far leva,
sul piano normativo, per i primi sei anni, sulla possibilità
per gli attuali ricercatori a tempo indeterminato, una volta
conseguita l’abilitazione scientifica nazionale, di
usufruire delle medesime procedure di chiamata da parte degli
atenei previste al termine dei percorsi di tenure track per
i futuri ricercatori a tempo determinato.
Un tale intervento, che consenta
l’immissione ogni anno, all’interno di un sistema
di reclutamento e di ordinamento tra le fasce finalmente stabilizzato
nelle norme di riferimento, di non meno di 2000 abilitati
alla posizione di professore associato, secondo le esigenze
e la programmazione di ciascun ateneo, si rende necessario
sia per far fronte alle numerose uscite dal ruolo che sguarniranno
rapidamente gli atenei delle competenze scientifiche e didattiche
indispensabili, sia per riconoscere e valorizzare gli oggettivi
apporti dell’attuale personale ricercatore a tempo indeterminato
(i cui obblighi didattici non possono comunque essere equiparati
a quelli dei professori), già investito in larga misura
del titolo di professore aggregato, di cui all’articolo
1, comma 11 della legge 230/05, e responsabile, in tale veste,
di funzioni essenziali per la vita universitaria.