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Si riporta di seguito la comunicazione fatta dal Presidente Nazionale CIPUR su incarico delle rispettive Presidenze Nazionali al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'UR, al Ministro dell'Economia e ai Presidenti dell VII Commissioni Parlamentari.

Comunicato congiunto C.I.P.U.R. – C.N.U. - U.S.P.U.R.
[6 marzo 2007]

Proposta per una rivalutazione dell'assegno aggiuntivo di tempo pieno dei docenti universitari

C.I.P.U.R., C.N.U. ed U.S.P.U.R. sottolineano come non possa esserci libertà di ricerca né autonomia del sistema universitario se non vengono messi a disposizione risorse finanziarie adeguate.
Nel riconfermare che la sede elettiva per la ricerca scientifica in Italia è la Università, e che essa va quindi adeguatamente sostenuta insieme a chi la deve fare e sviluppare, le associazioni autonome rappresentative della docenza universitaria, con particolare riferimento ai problemi di quest’ultima, sollecitano una revisione dell’assegno di tempo pieno allo scopo di adeguarlo al costo della vita e di valorizzare questa scelta da parte dei docenti sulla base delle seguenti considerazioni:

a) la riforma didattica ha reso più qualificate e più onerose le attività formative frontali e la relativa organizzazione affidate ai docenti senza alcun riconoscimento economico;

b) una Università di qualità non può che promuovere ed incentivare coloro che si dedicano a pieno tempo all’attività d’insegnamento e di ricerca favorendo una presenza costante dei docenti nell’ambito universitario;

c) nel corso degli ultimi anni il potere d’acquisto delle retribuzioni dei docenti universitari italiani si è deteriorato e il confronto con gli altri Paesi europei ci vede penalizzati, per cui un adeguamento dell’assegno di tempo pieno può consentire un riequilibrio assolutamente dovuto sotto il profilo dell’equità retributiva e del confronto con le altre categorie di lavoratori;

d) i giovani più preparati sono disincentivati dal percorrere la carriera universitaria data la crescente sproporzione delle retribuzioni dei docenti universitari rispetto alle professioni e ad altre attività comparabili nel pubblico impiego. Valorizzare il tempo pieno che i docenti dedicano agli studenti consentirebbe di rendere competitiva questa scelta di vita.

L’adeguamento dell’assegno di tempo pieno dovrebbe quindi portare alla sua piena pensionabilità, alla sua fruizione in tredici mensilità e ad una rivalutazione almeno nella misura dell’80% rispetto al livello attuale in modo da offrire garanzie a tutte le categorie docenti.

Cordini, Liberatore, Mangione